Nessun via libera alle frodi alimentari

C’è una questione che negli ultimi giorni ha attirato l’attenzione di chi è attento ai diritti dei consumatori e alla salute: la presunta abrogazione della legge sulla tutela degli alimenti (L. 283/62). La notizia è comparsa e quindi rimbalzata su molti giornali, media e siti web, dando adito alla preoccupazione di molti. La supposta vittima del provvedimento “taglialeggi” del ministro Calderoli, stando alle smentite arrivate nelle ultime ore, sembra averla scampata.

La vicenda
Tanto è confusa e arzigogolata la vicenda, che vale la pena tentare di mettere un po’ di ordine, cominciando dall’inizio. Il pasticcio – reale o immaginato – nasce dalla sforbiciata data dal ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, ai codici legali italiani con il provvedimento taglia leggi (per i cui dettagli rimandiamo al sito del ministero), che ha abrogato nel giro di pochi anni ben 411mila atti, salvando espressamente dalla scure Testi unici e codici.

Secondo alcuni commentatori e addetti ai lavori, vittima della ghigliottina sarebbe rimasta anche la legge 283 del 1962, baluardo della lotta contro le truffe alimentari. Tra i primi a nutrire qualche dubbio in proposito, è stato il pubblico ministero di Torino Raffaele Guariniello, noto per le inchieste nel campo della sicurezza alimentare e del doping. Il giudice – temendo che la legge sulla sicurezza alimentare potesse essere stata tagliata dal provvedimento sulla semplificazione normativa in quanto non espressamente denominata “Testo unico”, ma così definita solo in epigrafe – ha scritto al ministro della Salute, invitandolo a intervenire in proposito.

La preoccupazione si diffonde
Timori analoghi a quelli del pubblico ministero sono stati manifestati anche da alcune associazioni dei consumatori. Federconsumaori e Adusbef, per esempio, hanno richiesto: “Un immediato ripristino della norma legislativa con decreto d'urgenza, per garantire la tutela della salute pubblica, e un inasprimento delle sanzioni che prevedono pene detentive per chi mette a repentaglio la sicurezza e la salute dei cittadini, oltre che dedicare una maggiore attenzione alla qualità del Made in Italy".

Recependo la diffusa preoccupazione – e probabilmente finendo anche per alimentarla in un insano circolo vizioso – numerosi organi di informazione hanno riportato la notizia dell’abrogazione della legge 283/1962, dando corpo allo spaventoso scenario di un “semaforo verde” per le frodi alimentari.

Uno stop ai timori
Nel mondo dell’informazione, però, c’è anche chi ha da subito cercato di spegnere i timori dei consumatori. Su Il Fatto alimentare, l’avvocato Dario Dongo ha spiegato in un articolo come la legge contro le frodi alimentari rimanesse valida:

“Una lettura distratta delle norme in tema di semplificazione potrebbe in effetti portare a credere che anche la legge 283 del 1962 sia stata "spazzata via", ma grazie al cielo non è così. La legge-delega per la semplificazione esclude infatti dall'abrogazione, in linea di principio, tutti i provvedimenti che rechino in epigrafe la dicitura "codice" o " testo unico" (legge 246/05, articolo 14, comma 17). E tra questi provvedimenti si iscrive a pieno titolo anche la legge 283/1962, rubricata come "la disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande", meglio conosciuta come la legge sui cibi adulterati. D'altra parte se così non fosse lo stesso Codice penale (che risale al 1930) sarebbe stato abrogato, e le patrie galere si svuoterebbero all'improvviso!"

A confermare l’interpretazione fornita dal sito, è arrivato anche un comunicato stampa del ministero per la Semplificazione (spalleggiato dal ministero della Salute):

“La predetta legge [la legge 283/1962] ha natura giuridica di Testo Unico, come facilmente evincibile dalla sua epigrafe, pertanto è espressamente esclusa dall'ambito applicativo della cosiddetta 'ghigliottina', ovvero l'abrogazione generalizzata delle leggi antecedenti al 1970 non ritenute indispensabili e salvate con un provvedimento legislativo "salva leggi" (art 14 comma 14-ter, legge 246 del 2005).

Infatti, i provvedimenti legislativi recanti nell'epigrafe l'indicazione di "testo unico" o di "codice" sono espressamente esclusi dall'effetto abrogativo ai sensi dell'articolo 14, comma 17, lettera a), della legge 246 del 2005.

E' quindi evidente che la legge 283 del 1962 non doveva essere espressamente salvata con un decreto legislativo, essendo chiaramente esclusa, in virtù di legge, dall'effetto abrogativo generalizzato previsto dal taglia leggi.

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