Lezioni sulla nuova previdenza: i fondi

pensione_1_gifNon è ancora partita, ma già crea problemi la riforma previdenziale del 2008, in particolare per quanto riguarda la destinazione del TFR e la pensione complementare. Sappiamo che dovremo decidere in quale fondo far confluire il nostro denaro:aperto, chiuso, negoziale, privato......un bel dilemma. Quelli negoziali o chiusi sono costituiti, per i lavoratori dipendenti, da fondi creati dalla singola azienda, oppure istituiti da gruppi di aziende o, infine, da fondi di comparto o di categoria se riguardano, per esempio, tutti i metalmeccanici. I lavoratori autonomi possono usufruire dei fondi chiusi di riferimento o di categoria professionale. La caratteristica peculiare di questa tipologia "chiusa" é di non permettere un cambiamento di destinazione del denaro e sono quelli privilegiati anche dai sindacati, perché considerati più sicuri. I fondi aperti invece, possono essere o ad adesione collettiva (sottoscritti da un'impresa o da una categoria professionale), oppure individuali, vale a dire polizze di previdenza private. Diciamo che tutte le forme sopracitate sono gestite dai medesimi soggetti, banche o assicurazioni o società per la gestione del risparmio e così via; le differenze maggiori riguardano i rendimenti che, secondo uno studio della Covip sono stati maggiori per i fondi aperti di oltre 4 punti percentuali, rispetto a quelli negoziali, nel periodo 31 dicembre 2002-30 settembre 2005. Questo dato dovrebbe essere valutato soprattutto dai lavoratori dipendenti che, nel caso aderissero a forme non "aziendali", perderebbero il contributo del datore di lavoro, pari all'1%. A questi fondi, nel 2008, si aggiungerà il Fondo Inps, dove confluiranno i TFR di coloro che, per vari motivi, non avranno trovato soddisfacente nessuna delle soluzioni sopracitate. Forse è meglio scegliere da soli.....

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