45 mila posti in cerca di lavoratore

Lavoratori Sono tempi duri sul fronte occupazione, eppure ci sono ancora 45 mila posti in attesa di lavoratore. Si tratta di una, seppur esigua, fetta di mercato (lo 0,6%) che non trova risposta tra le competenze professionali dei lavoratori. Gli esperti non hanno esitato a definirlo un fenomeno fisiologico. 45 mila posti destinati a non trovare una domanda, insomma.

Il fenomeno fa un certo effetto però se si considera che nel 2009 48.327 cittadini italiani si sono trasferiti all’estero perché vicino casa non trovavano lavoro (fonte: elaborazione della trasmissione di Radio24 Giovani talenti su dati Istat). Eppure quei posti, statistiche alla mano, c’erano, peccato fossero “sbagliati”!

Specializzato è meglio!

Stando a Stefano Scabbio, amministratore delegato di Manpower Italia, la principale incongruenza tra domanda e offerta riguarderebbe la carenza di specializzazione. «Il 31% dei datori di lavoro nel 2010 non è riuscito a trovare le risorse in possesso di questo sistema di capacità. In altre parole mancano sia le competenze specifiche, sia tutte quelle competenze cosiddette soft (leadership, comunicazione, resilienza, comprensione olistica ...) che nel mercato attuale sono necessarie per poter aiutare le imprese a vincere ogni giorno nel proprio settore di riferimento».

Secondo Vittorio Maffei, numero uno di Infojobs in Italia, il problema riguarderebbe nello specifico i settori industriali della meccanica, elettrotecnica e chimica.

Tra i colli di bottiglia vengono anche evidenziate le carenze linguistiche (scarsa conoscenza dell’inglese anche tra i laureati).

Le libere professioni che non piacciono..

Secondo responsabili del personale e selezionatori delle risorse umane i ragazzi di oggi avrebbero ben chiaro che cosa “non fare” in futuro. I neolaureati oggigiorno non si muovono se non hanno da subito garanzie contrattuali che tutelino il posto prima ancora che la professione. Tutto ciò che non è stabile, in poche parole, viene demonizzato. Ed è così che si creano dei “vuoti” professionali nei settori più tipicamente collegati alle performance, come quello commerciale.

Tecnici che vanno a ruba

Secondo Manpower i tre profili tecnici più ricercati nel 2010 sono stati l’operatore in ambito chimico, l’elettricista e il montatore meccanico. Laureati è bello ma diplomati, in certi casi, è meglio! Alla base del mismatch tra offerta e domanda, ci sarebbe, secondo qualcuno, lo scarso orientamento al mondo professionale e la abissale distanza tra gli universi paralleli di studio e lavoro.

I confini della crisi occupazionale

Caratteristica tutta italiana quella della carenza di personale specializzato, che non trova invece riscontro nei paesi del Nord europa.

Secondo le previsioni tendenziali di Manpower (che ha condotto uno studio in collaborazione con l’Istituto Cambridge Econometrics), la progressiva diminuzione della popolazione in età lavorativa da 308,6 milioni nel 2006 a 302,5 milioni nel 2020 comporterà il fatto che un crescente numero di posti di lavoro non riuscirà ad essere coperto.

Lavori “negletti”

Manpower, che nel primo trimestre del 2010 ha intervistato oltre mille datori di lavoro in Italia sul tema del “talent” (divaricazione tra domanda e offerta) sul mercato del lavoro, ha individuato le prime 10 figure professionali che le aziende hanno difficoltà a reperire:
1 Manodopera specializzata in produzione
2 Personale d’ufficio di supporto, figure segretariali, assistenti amministrativi
3 Tecnici
4 Autisti
5 Esperti in Accounting e Finance
6 Chef/Cuochi
7 Addetti al controllo qualità
8 Operatori addetti ai macchinari
9 Operatori di produzione
10 Progettisti

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