Social card federalista, poche luci e molte ombre

social card 201180 euro ogni due mesi "caricati" su quella che appare essere, nel rispetto della privacy, una comunissima carta di credito. Stiamo parlando chiaramente della carta acquisti, detta comunemente "social card", che torna con una sperimentazione di stampo federalista con il Decreto Milleproroghe che è stato approvato dal Senato della Repubblica, e che ora attende il via libera definitivo da parte della Camera dei Deputati.

Già in passato la social card non è stata ben vista dalle Associazioni dei Consumatori, sia perché con 40 euro al mese non si risolvono i problemi economici dei meno abbienti, sia perché sarebbe forse stato meglio dare 40 euro al mese direttamente sul cedolino dei pensionati al minimo o quasi senza "costringere" gli anziani a fare la fila alla Posta per richiedere la carta acquisti.

Adesso la social card torna con una nuova sperimentazione "osteggiata" dalla Federconsumatori, la quale bolla come "improponibile" la nuova trovata dell'Esecutivo in quanto "ad orrori aggiunge altri orrori".


Non è tenero neanche il Codacons che, in particolare, afferma come con la social card il Governo prenda in giro i poveri. Per l'Associazione la social card non solo è un'elemosina, ma i criteri di accesso sono tali che neanche l'8% dei poveri stimati dall'Istat può ottenerla. E con la social card "federalista" di certo non si andrà allo stesso modo molto lontano in quanto, tuona il Codacons, si ripartirà di nuovo da zero e sarà adottato "un nuovo complicato e lungo iter procedurale".

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