Bollette della luce: con il libero mercato si risparmia ancora poco

A chi non è ancoa capitato di aprire la porta a un giovane venditore, tutto intento a spiegare la comodità e la convenienza di abbandonare il monopolista dell'energia elettrica per passare a un concorrente sul libero mercato? Un'esperienza del genere è sempre più frequente per migliaia di consumatori che però ancora sembrano un po' diffidenti su questa possibilità: un po' più di tre milioni e mezzo di utenti hanno abbandonato il servizio protetto per lanciarsi nel libero mercato, ma ci sono ancora più di 25 milioni di famiglie da conquistare.

Finora infatti solo il 13% delle famiglie, contro il 35% delle aziende medio-piccole, ha scelto di stipulare un contratto sul libero mercato, secondo i dati forniti dall'Autorità, che evidenzia comunque un miglioramento del servizio e una riduzione delle interruzioni.

I maggiori progressi nell'accaparrarsi nuovi clienti sono stati fatti da Enel Energia ed Edison; ma quali sono le motivazioni per passare sul libero mercato? Di base ci sono - o dovrebbero esserci - proposte commerciali allettanti, in cui si paga un forfait a seconda della "taglia" dichiarata da ciascuno: chi resta dentro la sua taglia viene premiato con una serie di offerte e non subisce, per un determinato periodo di tempo, le conseguenze degli eventuali rincari decisi dall'Autorità.

Secondo Adoconsum, però, questi risparmi ottenibili con gli operatori privati sono piuttosto ridotti o addirittura inesistenti: nelle simulazioni realizzate dai consumatori non si superano i 40 euro di "sconto" all'anno, mentre utilizzando a dovere la tariffa bioraria (meno cara di notte) si possono risparmiare anche 50 o 60 euro. Qual è la soluzione, quindi? Tenere d'occhio le offerte, aspettare prima di cambiare e prendersi tutto il tempo per decidere; e, nel caso in cui venga fuori un'opzione migliore, non rinunciare a cambiare ancora. La concorrenza funziona davvero, e dà risultati sul fronte dei prezzi, solo se l'utenze è informata in modo trasparente.

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