Social card 2011: sarà il solito provvedimento spot?

Nel nostro Paese occorre intervenire a sostegno della povertà con un vero e proprio piano straordinario che parta da misure come la social card da valorizzare per gli aspetti positivi, e da correggere per quel che riguarda quelli negativi. E' su queste basi che, sull'ultimo numero di "Vita", il professor Cristiano Gori ha spiegato le ragioni del "Piano contro la povertà assoluta" fortemente voluto e richiesto dalle Acli, le Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani, per aiutare chi nel nostro Paese ha difficoltà non solo a pagare bollette e affitto, ma anche a procurarsi il cibo.

Per un Piano del genere non bastano chiaramente solo i pochi milioni di euro che il Governo, con il Decreto Milleproroghe, ha stanziato con la nuova social card che, tra l'altro, dovrebbe coinvolgere, anche se ancora non si capisce come, anche i cosiddetti enti caritatevoli.

Pur tuttavia i soldi per aiutare tutti i poveri che vivono in Italia non ci sono, ragion per cui anche la nuova "versione" della social card rischia di essere di nuovo una sorta di provvedimento spot. Lo scrive il Codacons che, con durezza, sottolinea come riprendendo le dichiarazioni di Maurizio Sacconi, ministro del Welfare, a conti fatti il Governo ha ammesso che la social card è un fallimento proprio in virtù di una copertura finanziaria risibile.

Inoltre per l'Associazione il coinvolgimento degli enti caritatevoli rende ancora di più la social card un'elemosina quando invece si dovrebbe intervenire in maniera concreta sulle pensioni più basse, da fame, con un loro innalzamento. Ma questo non si sa come e quando potrà succedere.

  • shares
  • +1
  • Mail