Fisco più semplice e meno oppressivo per il rilancio

riforma fiscale 2011Uno degli obiettivi che l'attuale Governo in carica è riuscito a conseguire è quello per cui, nonostante l'elevato debito pubblico, l'Italia è rimasta sostanzialmente immune alle speculazioni sui debiti sovrani. In altre parole, non abbiamo fatto la fine della Grecia e dell'Irlanda, ragion per cui i "nostri" Bot sono al sicuro.

Ma nello stesso tempo il nostro Paese non può andare avanti con una crescita del prodotto interno lordo dell'1%, più o meno; questo perché la spesa per interessi sul debito ogni anno è elevata, ed è destinata a crescere per effetto dell'atteso aumento di medio e lungo periodo dei rendimenti sui titoli pubblici.

Il peso della spesa per interessi toglie risorse da investire nella crescita, ragion per cui, innanzi tutto, sono necessari provvedimenti a "costo zero" che garantiscano una crescita più robusta. Ma serve anche più semplificazione ed un fisco meno oppressivo attraverso un federalismo fiscale che sia efficiente ma anche più solidale.

Questo è quanto si aspetta la Confcommercio che, per voce del suo presidente, Carlo Sangalli, ha però bocciato l'ipotesi di alleggerire nel nostro Paese il carico dell'Irpef andando ad incrementare invece la tassazione sui consumi attraverso una maggiore imposta sul valore aggiunto (Iva). Questo perché il maggior peso della tassazione sui consumi andrebbe ulteriormente a frenarli in una fase come quella attuale per cui ancora ristagnano.

Insomma, è chiaro che la coperta è corta, e che se lo Stato concede da un lato, ha bisogno di recuperare dall'altro. Ma con una politica seria di tagli agli sprechi di denaro pubblico, unitamente ad azioni e politiche di recupero ancor più incisive dal fronte dell'evasione fiscale, il nostro Paese potrebbe uscire brillantemente da quella che appare essere in tutto e per tutto una fase di stallo che, se continuasse, potrebbe anche essere molto pericolosa.

  • shares
  • +1
  • Mail