Confcommercio: dal 1990 il risparmio crollato di 20 miliardi

La leggendaria propensione degli italiani al risparmio sta per diventare solo un ricordo del passato? Di certo, tra una corsa ai consumi e un aumento notevole delle spese fisse non comprimibili di fronte a un rallentamento dei salari, gli ultimi decenni hanno registrato una riduzione notevole dei risparmi delle famiglie.

Secondo i dati elaborati e diffusi dalla Confcommercio dal 1990 il risparmio delle famiglie italiane è sceso del 60%, circa 20 miliardi in meno. Nel 1990 su ogni 100 euro incassati, gli italiani ne risparmiavano 23, adesso invece ne riescono a mettere da parte meno di 10, un calo del 60 per cento, appunto.

L'Ufficio Studi Confcommercio ha calcolato che il risparmio annuo pro capite, in termini reali, si è ridotto da circa 4.000 euro nel 1990 a 1.700 euro nel 2010. Chi ha un po' di soldi da parte in genere preferisce investirli nel mattone o comunque crede che questo sia il miglior impiego per i risparmi.

Rispetto al risparmio annuale, le famiglie investono in immobili il 55%, contro il 25% del 1990. Quello che lo studio non dice, però, è che probabilmente gli italiani non comprano più case rispetto al 1990, ma che le case costano di più e dunque incidono maggiormente sul reddito e sul risparmio annuale. E non basta: le famiglie devono fare i conti anche con l'aumento dei prezzi. Rispetto all'inizio degli anni '90 i prezzi sono aumentati del 50%, per cui con i risparmi del 2010 si può acquistare meno della metà dei beni che si potevano acquistare nel 1990.

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