Caro benzina: da oggi aumenta l'accisa per la cultura


Fai il pieno di carburante e sostieni la Scala di Milano o il Carlo Felice di Genova oppure sai che stai mantenendo fermo il prezzo dei biglietti del cinema. Miracolo del governo italiano che, di fronte alle proteste del mondo della cultura, ha tirato fuori il solito cilindro dal cappello, che poi non è altro che l'ennesima tassa: un po' nascosta, anzi mimetizzata dagli altri rincari.

Da oggi sulla benzina venduta in questo paese grava un'ulteriore accisa - ma non le dovevano ridurre, invece? - pensata per sostenere la cultura: 0,73 73 centesimi in più al litro, (0,9 compresa l'Iva, cioè la tassa sulla tassa) su benzina e gasolio, per finanziare i fondi alla cultura e scongiurare i tagli già decisi al Fus (Fondo unico dello spettacolo).

Una scelta di comodo che però incide ulteriormente sulle tasche degli italiani, in un settore - quello dei trasporti - che è difficile da comprimere visto che per molti è una necessità. Qualche rimedio? Usare meno l'auto privata, circolare solo quando è necessario e in alternativa usare i mezzi pubblici, la bicicletta o andare a piedi. Se poi si riesce a disfarsi dell'auto il risparmio è ancora più elevato.

Moltissimi italiani, però, non possono o non vogliono rinunciare alle quattro ruote e vengono "tosati" una volta di più dal governo. Per Carlo Pileri di Adiconsum

Mentre i listini di benzina e gasolio registrano ulteriori impennate, il governo ci mette il carico, aumentando le accise. Decisione che avrà forti ripercussioni in tutti i settori, determinando un aggravio di spesa per i rifornimenti ed effetti nefasti sui prezzi dei prodotti trasportati e sull'inflazione. Allo stato attuale dei listini, e grazie al rincaro delle accise, il caro-benzina avrà ripercussioni pari a 310 euro a famiglia su base annua. Per tale motivo impugneremo al Tar del Lazio il provvedimento del Governo, chiedendone l'annullamento per i danni gravi e irreparabili che esso produce alla collettività.

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