
Ieri la Banca centrale europea, come ampiamente previsto, ha deciso un aumento del tasso base dall’1 all’1,25%: il presidente della Bce Jean Claude Trichet ha spiegato che il rialzo serve a tenere a bada l’inflazione, ma che comunque anche così i tassi restano molto bassi. Ma che succede in pratica per tutti noi?
Il primo pensiero corre subito ai mutui, specie quelli a tasso variabile. Secondo la Cgia di Mestre le famiglie italiane che hanno un mutuo casa sottoscritto a tasso variabile si troveranno a pagare in media 132 euro in più: onestamente non ho capito se intendano all’anno o calcolando tutta la durata del mutuo.
In ogni caso non è proprio vero che l’aumento deciso dalla Bce ha un impatto diretto sui mutui: la maggior parte di essi, infatti, è legata al tasso Euribor che si muove secondo le previsioni del mercato, ovviamente con un occhio attento alle dinamiche di Francoforte, ma in modo autonomo. Infatti, chi ha un mutuo in corso - magari collegato all’Euribor mensile - si sarà già accorto di un aumento: la decisione della Bce era ampiamente prevista e il mercato l’aveva già incorporata.
Date le parole di Trichet - secondo cui questo non è automaticamente il primo di una lunga serie di rialzi - non è detto che gli aumenti si debbano susseguire e in realtà uno 0,25 non comporta un aggravio importante; piuttosto bisognerà stare attenti agli spread applicati dalle banche e vigilare che non vengano ritoccati all’insù di pari passo con l’aumento dei tassi. Mentre questi, infatti, salgono e scendono nella vita di un mutuo lungo, lo spread rimane sempre lo stesso ed è bene accertarsi che non sia troppo alto.
Chi ha qualche soldo da parte, invece, dia un’occhiata alle nuove offerte dei conti deposito che dovrebbero ritoccare all’insù le remunerazioni in linea con l’aumento del tasso. Può essere l’occasione per spuntare condizioni un po’ più favorevoli.
Claus2
08 apr 2011 - 16:15 - #1Riassunto per i non addetti ai lavori: leggasi come ” Chi la piglia sempre in c**o sono sempre i poveracci”.
Prestiti Inpdap
08 apr 2011 - 16:39 - #2Diciamo che se sono 132 in più all’anno non è grande cosa.
L’aumento dei tassi avrà anche conseguenze indirettamente anche sui prestiti personali, in quando le banche e/o finanziarie aumenteranno il tasso applicato.
A presto
usfldl
09 apr 2011 - 11:37 - #3Mi dispiace per chi ha un mutuo in corso, i tassi sono in risalita e tanta gente è alla canna del gas……
pof
12 apr 2011 - 19:44 - #4@claus2: perché, credi forse che i prestiti e i mutui stipulati dalle aziende o dai grandi gruppi industriali non crescano?
Se la gente non poteva permettersi aumenti di tasso di interesse non doveva fare mutui a tasso variabile, ma a tasso fisso. (colpa delle banche che non ti spiegano mai la differenza)
Non dimentichiamoci che il tasso d’interesse così basso (BCE al 1%) è un’anomalia dovuta alla crisi, e dovrà tornare a valori normali per forza.
Qui c’è uno storico degli ultimi 10 anni.
http://www.banknoise.com/wp-content/uploads/2011/04/image10.png
un collione
13 apr 2011 - 09:00 - #5pof, secondo te se uno non poteva permettersi aumenti di tasso riusciva a fare un mutuo a tasso fisso? ma per piacere, prima di fare i fenomeni occorrerebbe riflettere
naitmer
13 apr 2011 - 18:35 - #6#5 :
non cambia il fatto che quando apri un mutuo a tassi fisso al 2,5% NON PUOI ASPETTARTI che rimanga così per 20 anni!
come minimo i conti andrebbero fatti su un paio di punti percentuali in piu, per vedere ” se ci stai dentro lo stesso” anche a fronte di un eventuale ( ma sicuro ) aumento dei tassi.
l’andamento dei tassi è, da che mondo è mondo, da sempre altalenante, e segue variazioni del mercato, crisi economiche o politiche etc etc.
Fare un mutuo a tasso variabile al 2,5 e non sapere che prima o poi andrà almeno al 4,5 è da irresponsabili.
Prestiti Inpdap
14 apr 2011 - 12:47 - #7Io piuttosto farei un mutuo a tasso varibiale ma rata fissa, io cosi mi trovo benissimo.
Bisogna vedere se li fanno ancora.
A presto