Sono passati sessantacinque anni: era il 5 maggio 1946. Quel giorno, nacque quello che sarebbe diventato il sogno degli italiani di cambiare vita, il sogno da compilare in ricevitoria, quel sogno si chiamava (anche se non ancora, in realtà) fare tredici, quel sogno sarebbe stato il Totocalcio.
Al tempo però era ancora Sisal, e si vinceva col dodici, non col tredici. Per decenni il Totocalcio oltre ad aver arricchito un po’ di italiani, ha fatto molto di più: ovvero ha sostenuto con i suoi incassi lo sport italiano. Tutto nacque da un’idea di Massimo Della Pergola, giornalista sportivo della Gazzetta dello Sport.
Terminati gli anni della guerra - dove era stato licenziato in quanto ebreo dal giornale in cui lavorava - Della Pergola finì anche internato in un campo di lavoro in Svizzera. Lì ebbe l’idea, che una volta terminate le ostilità e fatto ritorno a Milano avrebbe applicato insieme a due colleghi, Fabio Jegher e Geo Molo…
Ecco come ricorda quella primissima fase Pietro Veronese in un pezzo uscito su Repubblica Affari e Finanza qualche tempo fa:
L’idea viene a un giornalista triestino che meno di dieci anni prima era stato epurato, licenziato in tronco perché ebreo. Si chiamava Massimo Della Pergola. Alla Liberazione è rientrato dalla Svizzera dov’era fuoriuscito ed era stato internato, lavora alla Gazzetta dello Sport. Fonda una società, la Sisal, inventa la schedina, lancia il concorso. L’obiettivo è fare 12, indovinando se in ciascuna delle dodici partite vincerà la squadra di casa (1), quella ospite (2) oppure sarà pareggio (ics). «Tentate la fortuna al prezzo di un vermouth», dice lo slogan: trenta lire la puntata. L’inizio, il 5 maggio 1946, è stentato, ma il successo arriva molto presto. Nel 1948 il presidente Luigi Einaudi nazionalizza l’invenzione di Della Pergola: è diventata troppo ghiotta perché lo Stato rinunci a guadagnarci sopra.
In quel «Tentate la fortuna al prezzo di un vermouth» c’è tutta l’Italia del dopoguerra, che la fortuna la tenterà eccome e la troverà anche, negli anni del boom. Tanto che la creatura di Della Pergola parte bene, finisce nelle mani dello Stato e cambia nome diventando Totocalcio.
Dopo un contenzioso giudiziario il Coni si terrà il Totocalcio mentre alla Sisal di Della Pergola e soci resterà il Totip, al tempo popolarissimo. Ricordiamolo: il Totip avevo lo stesso principio del Totocalcio, ma era applicato all’ippica - Totip infatti è l’acronimo di Totalizzatore Ippico - ma come si dice in questi casi, quella è un’altra storia: che finì nel 2007.
Il boom del Totocalcio nel dopoguerra lo ricordò Sergio, uno dei figli di Massimo della Pergola in questo pezzo del 2006, quando la mente di Totocalcio e Totip morì all’età di 94 anni
“Aveva la consapevolezza - spiega il figlio Sergio, professore all’Università di Gerusalemme - che, grazie alla sua idea veramente unica, lo sport italiano si era rimesso in piedi dopo il disastro della guerra. Sapeva di aver contribuito alle Olimpiadi invernali di Cortina nel ‘56, alle Olimpiadi di Roma nel ‘60 e a tutto quello che è stato poi organizzato dal Coni. Questa era la sua grande speranza quando creò la Sisal”
Era vero: il Totocalcio nel dopoguerra nutrì lo sport italiano, e al contempo faceva sperare agli italiani del boom di cambiare macchina, casa, di saldare in un lampo le cambiali della 600 o del frigorifero.
Scrive sempre Veronese, ma in un altro pezzo
La storia del Totocalcio si può anche riassumere così. Nel 1977 il primo miliardario: al concorso numero 19, il 31 dicembre, il vincitore si porta a casa un miliardo e 185 mila lire. Nel 1993 la massima vincita di tutti i tempi: cinque miliardi e mezzo di lire (per l’esattezza: 5.549.749.000) vinte da tre schedine giocate a Crema, Patti Marina (Messina) e in un autogrill sulla Napoli-Salerno. È il concorso numero 13, numero fortunato, del 7 novembre. Il 24 agosto 2003 la “domenica nera” del Totocalcio, il premio più basso della sua storia. Quasi cinquantacinquemila “14”, due euro di premio ciascuno. Certo, era una domenica molto particolare, c’era stato lo sciopero del calcio, i risultati decisi a tavolino. Eppure quel risultato è suonato come la campana dell’ultimo
Il pezzo di Veronese ha qualche anno, i dati attuali sono ancora più sconfortanti. La crisi del Totocalcio è nera, e non lo è da oggi. Si legge di una flessione proseguita nei primi anni ‘00, e iniziata ancora prima. I motivi? Tanti. Ne scrisse Fulvio Bianchi su Spy Calcio, tenete conto che il pezzo risale al 2005, già allora, sei anni fa, la crisi era nera
nel 1998 la raccolta complessiva dei concorsi del calcio arrivava a un miliardo 689 mila euro (oltre 3300 miliardi delle vecchie lire).
Da allora, un miliardo di euro nel ‘99 poi 800 milioni nel 2000 sino ad arrivare ai 443 milioni dello scorso anno (di cui il Totocalcio aveva il 54,2%). Fra 2003 e 2004 c’è stato un calo del 10%. Me nell’ultimo trimestre, un crollo verticale: meno 30 per cento rispetto al semestre dell’anno precedente. Quando i giochi sportivi diventeranno improduttivi li chiuderanno.
Anzi, forse c’è la volontà del governo, del ministero di eliminare la schedina: non rende più, meglio Lotto e Superenalotto. Meglio le scommesse sportive. O le sale Bingo. La soglia di sopravvivenza si sta riducendo sempre più, “la fine del Totocalcio ormai è più vicina di quanto si pensi” sostengono gli esperti
E oggi? Meglio non pensarci: nei primi 4 mesi del 2011 la buona vecchia schedina ha raccolto 22,8 milioni, un -26,8 per cento sullo stesso periodo dell’anno precedente, quando si era assestata a 31,2 milioni.
Pochissimi giocano ancora al Totocalcio: troppo complicato, troppo difficile vincere - ma lì vorrei chiedere l’opinione di un esperto di statistica… - troppo allettanti, colorate e seducenti le alternative. Troppe le agenzie di scommesse, troppi i gratta e vinci dal tabaccaio, troppi gli altri modi di tentare la fortuna, primi fra tutti il Superenalotto.
E tra le colonne della schedina si sta come d’autunno sugli alberi le foglie.
jhizsc
05 mag 2011 - 08:05 - #1Alla fine della storia ci guadagna solo lo stato e milioni di italiani lo prendono in quel posto………..
vecasoft
08 set 2011 - 18:12 - #2Come appassionato di totocalcio da oltre 20 anni, ( tanto da realizzare alcuni con software personali solo per un gruppo chiuso di amici. E da oggi sono shareware ).
Posso dire, che il totocalcio era in calo da molti anni. Fino a pochi anni fa’ avevo
ancora l’ archivio a 13 caselle dal 1952. Poi sostituito e ancora aggiornato dal
sottoscritto dal 2003 ad oggi a 14 caselle con picchetti e tutti i dati IL9 compreso.
Molto ha influito il passaggio da 13 a 14 del numero di partite in schedina,
era l’ anno 2003. Questo ha determinato l’ abbandono di tanti appassionati anche
di vecchia data. Ricordo questa modifica come se fosse oggi, anche se sono passati
oltre 8 anni.
Molti messaggi furono negativi ( eravamo sul web con un gruppo yahoo ). Molti avevano software dedicato a 13 caselle di tipo privato ed evoluto.
Ogni sistemista del totocalcio e’ molto riservato sulle sue tecniche ( e’ un gioco a montepremi ) e non tutti avevano la voglia e la forza economica di farli aggiornare a 14.
E inoltre con il passaggio a 14 la statistica a 13 divenne subito sfalsata e inutilizzabile, per chi gioca in modo quasi scientifico. E negli anni 90, molti erano davvero bravi e sbagliavano raramente un file totocalcio.
Forse il gestore attuale nel tentativo di riprendersi gli scommettitori lasciati ai nuovi
giochi, in primis scommesse e superenalotto e derivati pensava di fare la scelta giusta. Invece fece arrabbiare e scappare concorso dopo concorso tanti che si autotassavano per tentare di vincere al totocalcio.
Inizialmente pochi continuarono a giocare, nel frattempo a fatica e stenti i software
vennero aggiornati e intanto nascevano nuove e brillanti idee.
Molti invece, notarono la enorme difficolta’ che aveva comportato il passaggio a 14
partite. E altre colonne giocate si perdevano nelle settimane a seguire.
Compravo tutte le riviste specializzate per il totocalcio, e tutti concordavano che il
passaggio a 14 caselle era l’ unica via per far rinascere la passione al totocalcio.
Dopo quasi 8 anni, questa previsione non si e’ avverata anzi e’ peggiorata. Un grande flop degli esperti di allora oppure presunti tali.
I veri appassionati pensano…che le riviste tradirono i loro lettori e il totocalcio stesso, che gli aveva dato da mangiare per anni. Il passaggio da 13 a 14 partite era mal visto dagli scommettitori un anno prima.
( annunciato dalle riviste ).
Concludendo, il totocalcio doveva restare a 13 caselle. Piu’ facile da vincere rispetto
al 14. e’ comunque era difficile anche fare 13. E chi giocava allora lo ricorda bene.
Oggi e’ facile fare 12, e forse 13 punti. Ma il 14 e’ molto ma molto difficile, non serve
uno statistico per capirlo. con il passaggio a 14 le colonne sono triplicate.
I 12 e i 13 spesso pagano poco a causa del basso montepremi, mentre il 14 paga quasi sempre bene, ma non si diventa super ricchi.
Resta il vantaggio che il totocalcio non e’ un gioco totalmente casuale, spesso
la colonna base realizza almeno 7 punti, mentre ad esempio al superenalotto non
esiste oggi una base ( una solo colonna di partenza ) che realizzi spesso almeno 3 punti in base.
Con almeno 7 punti in base, al totocalcio l’ integrale scende molto.
Ma ricordiamoci che in media uno scommettitore gioca 16 colonne. L’ impresa non
e’ facile, ma almeno una volta nella vita, fattibile per i migliori.
Ma serve tanto, ma..
tanto studio e ricerca. E qui non esistono raccomandazioni se si e’ bravi e anche
un pochino fortunati nessuno riuscira’ a fermarvi.
Con il passaggio da 13 a 14 caselle..
Da 1.594.323 di combinazioni possibili, alle attuali 4.782.969. E ancora oggi l’ archivio totocalcio non ha superato il numero di concorsi disputati fino al 2003.
Da qualche anno e’ possibile giocare al totocalcio online, mentre a tante ricevitorie
storiche sono state tolte le licenze totocalcio.
Il fatto di giocare il totocalcio online e’ positivo, ma togliere la licenza a molte ricevitorie e’ un altro colpo mortale al caro totocalcio.
Persone non pratiche di internet in Italia esistono ancora, e senza il ricevitore non giocano.
Mentre per chi gioca online il totocalcio, lamenta il fatto di non poter caricare un file
colonnare da convalidare.
Senza dimenticare che il prezzo attuale di una colonna e’ di 50 centesimi,
convertito in vecchie lire sarebbe un prezzo troppo alto per una colonna totocalcio.
Morale, tutti scontenti. Gestore, ricevitori, siti online e scommettitori.
Ma attenzione che qualsiasi modifica per migliorarlo, potrebbe distruggerlo
prima del tempo.
Se poi si vuole distruggere il totocalcio, da lassu’ Massimo Della Pergola
non sarebbe tanto d’ accordo. Quindi meglio darlo a qualche societa’ evoluta,
che sappia rivalorizzarlo con bonus e altre offerte per lo scommettitore.
napolyone
16 mar 2012 - 03:17 - #3io ora la gioco in questo modo:http://napolyon.altervista.org/napolyon_totocalcio.htm