Gli aumenti dei prezzi nascosti riducendo la quantità?

Aumentano i prezzi degli alimentari
I prezzi sembrano non aumentare? Occhio al peso. Già perché in Germania le associazioni dei consumatori hanno iniziato a denunciare una pratica subdola che le aziende mettono in pratica per "mascherare" gli aumenti dei prezzi. L'idea potrebbe essere stata ispirata dalla vendita delle sigarette. Come qualunque fumatore si sia fatto una passeggiata in Germania può sapere lì i pacchetti da 20 sono spesso riempiti soltanto con 17 sigarette. Perché? Semplice, per mantenere la cifra tonda nei distributori automatici le multinazionali hanno deciso di diminuire il numero di sigarette piuttosto che cambiare pacchetto o dare la percezione del prezzo in aumento quando il governo ha aumentato la tassazione sulle "bionde".

Ora la pratica sembra diffondersi anche nei prodotti alimentari. Nel mirino quelli della Nestlé con la tavoletta di cioccolato diminuita da 50 a 48 grammi. Due grammi per noi, diverse centinaia di tonnellate di (sempre più costosa) materia prima per il produttore e prezzo fermo ad 85 cent (aumento del 4.2%). I Choco Crossies: il pacco della Nestlé passa da 200 a 180 grammi, e costa sempre 1,70 euro. L'aumento diventa così dell'11,1%, senza che apparentemente sia cambiato nulla.

Stessa cosa ha fatto la Procter & Gamble con le sue patatine Pringles. La quantità è passata da 200 grammi a 165 con un prezzo invariato di 1,59 euro, in pratica un aumento del 52%, ma poco percepibile dal consumatore. Questo accade senza dover cambiare le dimensioni dell'imballo, ma ci sono anche altri modi per "gonfiare i prezzi". Un esempio? Da quando l'UE ha liberalizzato le dimensioni standard dei vasetti di marmellata (una volta era 450 grammi) le marche più diffuse sono scese a formati da 340 o addirittura 310 grammi senza diminuire i prezzi. Facile facile. Per valutare il prezzo reale è sempre buona norma dare un'occhiata ai prezzi al kg che i supermercati sono costretti ad esporre, anche se spesso si fa fatica a leggerli.

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