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Mutui a tasso variabile: La famiglie non conoscono i pericoli

Pubblicato: 06 giu 2011 da Mario Marcello Forte

Commenti dei lettori

I mutui a tasso variabile, gli italiano non conoscono i pericoli
Circa un quinto dei mutuatari a tasso variabile non e’ consapevole dei rischi che corre“. Il vice direttore generale della Banca d’Italia Anna Maria Tarantola ha spiegato come le famiglie italiane non è sempre consapevole dei rischi connessi al tasso variabile. La crescita delle erogazioni nel 2010, che ha riguardato nell’80% dei casi mutui a tasso variabile, registrato da Bankitalia è un segnale ambivalente: positivo per l’evidente crescita della fiducia dei consumatori, ma se non accompagnato dall’adeguata conoscenza dei rischi può rivelarsi un boomerang.

La Tarantola ha proseguito:

L’incremento ha riguardato tutte le forme di prestito, ma il livello storicamente basso dei tassi di interesse ha favorito soprattutto la crescita dei prestiti per l’acquisto di abitazioni. Gran parte dei nuovi mutui, più che nell’area dell’euro, e’ stata erogata a tasso variabile. Alcuni contratti consentono di limitare la crescita della rata. Ma i rischi derivanti da un possibile rialzo dei tassi di interesse non sono trascurabili, e i mutuatari non sempre ne sono consapevoli. In base ai dati dell’Indagine condotta dalla Banca d’Italia sui Bilanci delle Famiglie, un quinto dei nuclei familiari con un mutuo non e’ in grado di valutare adeguatamente il rischio di tasso assunto.

In sostanza le famiglie che sottoscrivono mutui a tasso variabile non sembrano in grado di far fronte ad eventuali variazioni dei tassi che faccia crescere le rate da restituire agli istituti di credito.

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5 commenti

Commenti dei lettori

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  • kjvozd

    06 giu 2011 - 18:34 - #1
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    Lo dico da vari anni, molti hanno contratto mutui che non si possono permettere e viaggiano sul filo del rasoio. Se come prevedibile nei prossimi anni i tassi saliranno ne vedremo delle belle……

  • Profilo di tkmatt

    tkmatt

    07 giu 2011 - 00:40 - #2
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    io ho stipulato un fisso.Ho uno stipendio fisso che mi da ottime garanzie e non sono quei 60-70 euro mensili che spendo in piu rispetto ad un variabile che mi cambiano la vita. Il punto è che tendenzialmente il variabile conviene sempre. Gli ultimi anni poi hanno insegnato alla “massa” che se i tassi salgono troppo l’economia intera accusa forti contraccolpi perchè coloro che dovrebbero pagare (e consumare, quindi foraggiare le aziende tutte) non hanno piu un centesimo. Si potrebbe dire che tassi attorno al 3% potrebbero rappresentare la normalità e questo “scudo” è quello che, a meno di ottime offerte sul fisso (io ho un 3.65 fisso a 10 anni) fa propendere la maggioranza dei contraenti per un variabile. Io stesso, oggi come oggi, se dovessi stipulare un mutuo oltre i 10 anni andrei senza problemi su un variabile

  • jhizsc

    07 giu 2011 - 09:24 - #3
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    @tkmatt
    Tu sei un’ eccezione, una mosca bianca in quanto sono praticamante inesistenti mutui a 10 anni per una prima casa. Il 70% dei mutui prima casa sono a 25/30 anni con cifre superiori ai 150.000,00 euro ed a tasso variabile. I tassi poi, mi ripeto, nei prox anni sono destinati a salire, basta parlare con un qualsiasi operatore di settore.

  • Profilo di tkmatt

    tkmatt

    08 giu 2011 - 00:53 - #4
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    l’euro c’è da 10 anni, piu o meno, e ha vissuto poca calma e qualche sbalzo grosso. l’economia occidentale è in forse che piu in forse non si puo…io non azzarderei previsioni particolarmente accurate…

  • orli

    30 giu 2011 - 10:17 - #5
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    L’unica è proteggersi con un cap. Il tasso fisso oggi non conviene