Mutui a tasso variabile: La famiglie non conoscono i pericoli

I mutui a tasso variabile, gli italiano non conoscono i pericoli
"Circa un quinto dei mutuatari a tasso variabile non e' consapevole dei rischi che corre". Il vice direttore generale della Banca d'Italia Anna Maria Tarantola ha spiegato come le famiglie italiane non è sempre consapevole dei rischi connessi al tasso variabile. La crescita delle erogazioni nel 2010, che ha riguardato nell'80% dei casi mutui a tasso variabile, registrato da Bankitalia è un segnale ambivalente: positivo per l'evidente crescita della fiducia dei consumatori, ma se non accompagnato dall'adeguata conoscenza dei rischi può rivelarsi un boomerang.

La Tarantola ha proseguito:


L'incremento ha riguardato tutte le forme di prestito, ma il livello storicamente basso dei tassi di interesse ha favorito soprattutto la crescita dei prestiti per l'acquisto di abitazioni. Gran parte dei nuovi mutui, più che nell'area dell'euro, e' stata erogata a tasso variabile. Alcuni contratti consentono di limitare la crescita della rata. Ma i rischi derivanti da un possibile rialzo dei tassi di interesse non sono trascurabili, e i mutuatari non sempre ne sono consapevoli. In base ai dati dell'Indagine condotta dalla Banca d'Italia sui Bilanci delle Famiglie, un quinto dei nuclei familiari con un mutuo non e' in grado di valutare adeguatamente il rischio di tasso assunto.

In sostanza le famiglie che sottoscrivono mutui a tasso variabile non sembrano in grado di far fronte ad eventuali variazioni dei tassi che faccia crescere le rate da restituire agli istituti di credito.

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