Riforma Fiscale: Tremonti pensa a tre aliquote


Argomento propagandistico o intenzione reale? La Riforma Fiscale è divenuto l'ultimo terreno di scontro attorno (e dentro) al Governo Berlusconi. Dopo la sconfitta alle Amministrative e il successo dei Referendum la maggioranza preme per attuare una riforma complessiva del fisco che serva a riportare fiducia nell'elettorato di centrodestra che questa riforma la aspetta da 17 anni. C'è un problema, non trascurabile, quello delle risorse. Il ministro dell'economia Giulio Tremonti non vuole una riforma che faccia crescere il debito pubblico, la tenuta dei conti pubblici è fondamentale, ma qualche idea su come strutturare il nuovo fisco comincia a filtrare.


Credo che sia giusto un sistema con tre aliquote Irpef, le aliquote più basse possibili sono il miglior investimento per ridurre l'evasione fiscale. è possibile ridurre il nostro sistema fiscale a cinque imposte ed è necessario un codice con principi unificanti ed un catalogo dei tributi accorpando quelli minori.

Si punta ad una semplificazione, riducendo gli scaglioni delle diverse aliquote e provando a tagliarle, ma con quali soldi? L'ultima ipotesi è quella di mettere mano alle detrazione e alle deduzioni, troppe, complesse e che finiscono per favorire contribuenti che non ne avrebbero bisogno. Da quei 150 miliardi l'anno fra esenzioni, detrazioni, deduzioni e sconti fiscali si possono reperire i denari per riformare il fisco:


Molti assegni assistenziali ce li hanno quelli che hanno i Suv. È un enorme bacino da cui derivare risorse per fare la riforma fiscale e correggere le finanze pubbliche. Anche la politica deve fare la sua parte, dando l'esempio e portando le proprie remunerazioni nella media europea. Il prelievo fiscale in Italia può essere modificato in funzione di tre logiche fondamentali: i figli (la natalità), il lavoro e i giovani. Su alcune voci si può essere meno conservativi.

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