
Argomento propagandistico o intenzione reale? La Riforma Fiscale è divenuto l’ultimo terreno di scontro attorno (e dentro) al Governo Berlusconi. Dopo la sconfitta alle Amministrative e il successo dei Referendum la maggioranza preme per attuare una riforma complessiva del fisco che serva a riportare fiducia nell’elettorato di centrodestra che questa riforma la aspetta da 17 anni. C’è un problema, non trascurabile, quello delle risorse. Il ministro dell’economia Giulio Tremonti non vuole una riforma che faccia crescere il debito pubblico, la tenuta dei conti pubblici è fondamentale, ma qualche idea su come strutturare il nuovo fisco comincia a filtrare.
Credo che sia giusto un sistema con tre aliquote Irpef, le aliquote più basse possibili sono il miglior investimento per ridurre l’evasione fiscale. è possibile ridurre il nostro sistema fiscale a cinque imposte ed è necessario un codice con principi unificanti ed un catalogo dei tributi accorpando quelli minori.
Si punta ad una semplificazione, riducendo gli scaglioni delle diverse aliquote e provando a tagliarle, ma con quali soldi? L’ultima ipotesi è quella di mettere mano alle detrazione e alle deduzioni, troppe, complesse e che finiscono per favorire contribuenti che non ne avrebbero bisogno. Da quei 150 miliardi l’anno fra esenzioni, detrazioni, deduzioni e sconti fiscali si possono reperire i denari per riformare il fisco:
Molti assegni assistenziali ce li hanno quelli che hanno i Suv. È un enorme bacino da cui derivare risorse per fare la riforma fiscale e correggere le finanze pubbliche. Anche la politica deve fare la sua parte, dando l’esempio e portando le proprie remunerazioni nella media europea. Il prelievo fiscale in Italia può essere modificato in funzione di tre logiche fondamentali: i figli (la natalità), il lavoro e i giovani. Su alcune voci si può essere meno conservativi.
caligola
16 giu 2011 - 01:00 - #1Da quel poco che è filtrato ho intuito che chi ci perderà sarà solamente chi oggi è nella fascia di aliquota irpef del 27%, che presumibilmente verrà messo al 30%. Ci guadagnano quelli con fasce minori perché vengono messi al 20 e quelli con quelle maggiori perché messi al 40 (rispetto agli attuali 43 o 47%).
Ora, non so perché ma a occhio non mi sembra che si prospetti una tassa sui redditi alti, piuttosto si va a colpire ulteriormente l’attuale fascia 27%, guardacaso proprio quella mediana. Non prendiamoci in giro, che chi aveva l’irpef al 47% la pagherà il 40. Poi va a citare i suv a caso… non prendiamoci in giro, a occhio e croce sembra una cosa assolutamente dannosa per il ceto medio… e lo dico da persona che andrebbe addirittura a guadagnarci qualcosa se il sistema venisse applicato.
caligola
16 giu 2011 - 01:03 - #2pardon mi sono confuso, attualmente le aliquote sono al 23, 27, 38, 41, 43%. Ci perderebbero comunque i 27 e 38%, quindi ceto medio perlappunto, il risultato non cambia.
affar . info
16 giu 2011 - 14:30 - #3nel 2015
axe
16 giu 2011 - 14:41 - #4con le ultime riforme ci hanno sempre guadagnato i + più ricchi e chi è il + ricco d’italia ? Lasciamo perdere… Le aliquote vecchie partivano dal 19% e arrivavano al 48 (prima ancora erano dal 13 al 51) è facile capire chi ci ha guadagnato e chi ci ha perso.
Altro discorso ridicolo la soglia delle persone a carico, secondo lo stato uno dovrebbe essere autonomo con 2.840 euro all’anno !! Ma era la soglia pensata 20 anni (5 milioni di lire). Altro discorso moglie a carico, 900 euro, io dovrei mantenere mia moglie con 900 euro all’anno ?? stesso importo di 20 anni fà.