No Cash Day: la giornata senza contante

Domani, 21 giugno, si "celebra" il No Cash Day, un'intera giornata nella quale si invitano i consumatori a non usare il contante per i loro pagamenti preferendo carte bancomat e carte di credito. La battaglia per la diffusione dei pagamenti elettronici nel nostro paese è tutta da vincere. L'evento, promosso da sponsor come Mastercard che definiremmo "non casuali", è l'occasione per ricordare tutti i "mali" delle banconote di carta.

I costi, innanzitutto. La gestione della cartamoneta non è per nulla gratuita. In Europa si spendono 50 miliardi l'anno (10 soltanto in Italia) per aspetti quali i servizi di contazione, le perdite, i furti, le apparecchiature, il trasporto, la sicurezza, i magazzini, la vigilanza e le assicurazioni. Un business impressionante che ruota attorno alle banconote, business che compagnie come Mastercard o Visa preferirebbero veder sparire in favore di quello dei pagamenti elettronici. Non hanno tutti i torti.

I pagamenti in contanti favoriscono l'evasione fiscale non essendo tracciabili, l'Italia con i suoi 180 miliardi di euro di evasione ipotizzata avrebbe un gran bisogno di veder ridurre la circolazione delle banconote che i promotori del No Cash Day definiscono "sporche" (e anche qui non hanno proprio torto) ricordando il rischio di smarrimento o deperimento, un fenomeno non del tutto marginale se pensiamo che in Europa ogni anno vengono rimpiazzate fra i 6 e gli 8 miliardi di euro che fisiologicamente "spariscono" o vengono distrutte nei modi più disparati.

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