Curriculum vitae? Pieni di bugie ed omissioni

Il curriculum vitae ("CV" per gli amici) è il nostro primo biglietto da visita quando cerchiamo lavoro. In questo momento di crisi, in realtà, spedire un curriculum serve a ben poco. Le aziende ne collezionano migliaia, spesso non vengono nemmeno letti, quindi che fare? Sono tanti gli italiani che devono aver pensato che convenga rendere più appetibile il proprio profilo di quanto non lo sia in realtà.

Secondo una ricerca condotta dalla società di recruiting Robert Half gli italiani hanno il vizietto, più che all'estero, di mentire nel proprio curriculum. Le bugie più diffuse sono quelle sulle capacità linguistiche. Chi è in cerca di un lavoro esagera sulla conoscenza di inglese, francese e spagnolo con una facilità allarmante. Ben il 54% del campione analizzato non era stato del tutto "fedele" quando aveva indicato le capacità di comprendere, parlare e scrivere in un'altra lingua rispetto all'italiano.

Il 52%, invece, si attribuisce una qualifica superiore rispetto a quella reale quando indica le precedenti esperienze lavorative. Impiegati che diventano capoufficio, operai che si presentano come caposquadra e così via. Altra nota dolente le conoscenze informatiche, un po' tutti sostengono di saper utilizzare al meglio i comuni "applicativi Microsoft", ma il 39% del campione aveva "esagerato". Il 29% dice bugie quando sostiene di aver gestito un team di sottoposti e il 10% mente addirittura sui titoli di studio ottenuti, dal diploma alla laurea. Sarà anche per questo che spedire un curriculum è diventata un'operazione che non porta a nulla?

  • shares
  • +1
  • Mail