Pensioni: Contributo integrativo per i professionisti al 5%


La Camera dei Deputati ha approvato ieri il cosiddetto Ddl Lo Presti. Le casse di previdenza dei professionisti potranno far salire il "contributo integrativo" a carico del cliente da liquidare contestualmente a quello dell'importo della fattura dal 2% attuale al 5%. La decisione spetta alle casse di previdenza dei professionisti coinvolte, tutte quelle istituite dal Dlgs 103/96 (tra queste quella degli psicologi, biologici, periti, agrotecnici e dei giornalisti), e le due casse del Dlgs 509/94 (dottori commercialisti e ragionieri).

Saranno dunque gli ordini professionali a stabilire se e di quanto aumentare la contribuzione a carico del committente, anche se appare scontato che tutte porteranno presto il contributo integrativo alla quota del 5%. In questo modo si dovrebbe garantire un doppio effetto: un maggiore incasso per lo Stato attraverso l'IVA (nel caso di professionisti non soggetti al regime dei minimi) e una maggiore contribuzione per i professionisti senza gravare sull'erario.

Tutto questo va ovviamente in danno ai committenti che vedranno crescere gli importi da pagare ai professionisti a cui si rivolgono. Giuliano Cazzola, vice presidente della Commissione Lavoro e fra i relatori della legge, auspica che questo provvedimento venga accompagnato da un aumento del contributo soggettivo (quello a carico del professionista) che al momento non supera il 10%. Secondo Cazzola, solo così si potranno garantire "pensioni dignitose" in futuro.

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