
La norma che impone lo stop alle rivalutazioni automatiche delle “pensioni d’oro” incassa la netta bocciatura da parte delle associazioni in difesa dei diritti dei consumatori. Adusbef e Federconsumatori parlano di “macelleria sociale” e stimano il danno ai danni dei pensionati in 600 euro all’anno per quelli che ricevono un assegno superiore ai 2300 euro al mese e di 300 euro per quelli che incassano più di 1400 euro.
Come noto nel biennio 2012-2013 tutti i trattamenti pensionistici superiori a 5 volte il trattamento minimo Inps (circa 450 euro) non godranno della rivalutazione automatica mentre quelli superiori a 3 volte il trattamento minimo si rivaluteranno soltanto al 45% di quando previsto fino ad oggi.
Se pensiamo che a questa disgraziata decisione di aggiunge il blocco degli stipendi dei lavoratori pubblici e un aumento fortissimo delle tassazioni sui carburanti, allora è del tutto chiaro ed evidente che la manovra attenta nei fatti il potere di acquisto soprattutto delle fasce più deboli della popolazione
axe
05 lug 2011 - 09:39 - #1ma siamo bevuti, le fasce + deboli della popolazione sarebbero quelle che prendono +di 2300 euro al mese !!! Questa è una delle poche decisioni giuste di questo geoverno.