La Cisl critica la Manovra Economica e propone alternative


La Cisl critica la Manovra Economica del Ministro Tremonti, approvata dal Parlamento con una coesione senza precedenti da parte di tutte le forze politica. Non è in discussione la necessità della misura, soprattutto in giorni nei quali gli speculatori finanziari avevano preso fortemente di mira il nostro paese, ma la mancanza di equità sociale che questa manovra porta con sé con i tagli lineari ed indiscriminati alle agevolazioni fiscali (detrazioni, deduzioni e bonus) che porteranno la pressione fiscale a salire in maniera indiscriminata mettendo a rischio il potere d'acquisto delle famiglie.

Il sindacato propone delle linee guida per una versione "migliorata" della manovra correttiva:

    - dare un segnale di etica istituzionale già dai prossimi giorni, tagliando i privilegi del ceto politico, tramite l'anticipo dei tempi già decisi per le riduzioni dei trattamenti ai parlamentari e del finanziamento ai partiti;

    - annullare il ripristino dei ticket sanitari, sostituendolo con altri provvedimenti di contenimento della spesa, come già deciso da alcune Regioni;

    - chiarire le modalità applicative del contributo unificato per la giustizia del lavoro, per escludere la crescita di costi e la cancellazione del diritto di ricorso;

    - realizzare in modo incisivo quelle riforme, istituzionali, amministrative, organizzative, per una diversa qualità della spesa pubblica, che la manovra indica troppo debolmente;

    - realizzare tempestivamente una riorganizzazione istituzionale con l'accorpamento dei Comuni, il superamento della natura costituzionale delle Province, una forte aggregazione, almeno su base regionale delle società municipalizzate;

    - introdurre nella spesa sociale e sanitaria i costi-standard, l’unificazione degli acquisti, le semplificazioni organizzative;

    - finalizzare la contrattazione integrativa nei settori del lavoro pubblico alla riorganizzazione amministrativa ed istituzionale, oltre che alla razionalizzazione della spesa sociale e sanitaria;

    - dare continuità all’azione di contrasto dell’evasione fiscale, irrobustendo strumenti come tracciabilità, redditometro, fatturazione telematica e contrasto degli interessi, sviluppando in parallelo la lotta all’evasione da parte degli Enti Locali;

    -anticipare la tassazione al 20 per cento delle rendite finanziarie.

Si tratta di proposte che non portano cifre sui risparmi che si potrebbero ottenere tenendo conto dell'obiettivo minimo di recuperare 70 miliardi di euro per ridurre il deficit, ma paradossalmente ci sarebbe tutto il tempo per migliorare con estrema calma la manovra economica vista la "coincidenza" che il maggior carico dei tagli riguarda il 2013 e il 2014.

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