Il petrolio crolla ai minimi dell'anno, ma la benzina non cala


La crisi del debito non sembra colpire i bond americani, ma in realtà la preoccupazione maggiore - quella che minaccia di affondare i mercati finanziari - rigurda la crescita economica. Gli Stati Uniti - e di conseguenza l'Europa - potrebbero vivere una nuova recessione, simile a quella del 2008, ma senza risorse pubbliche con cui sostenere la domanda interna e sussidiare disoccupati e famiglie.

In un quadro del genere i soldi fuggono dalle azioni e si rifugiano nell'oro - guarda caso a nuovi massimi - mentre anche il petrolio scende. Se ci sarà una recessione, la domanda energetica calerà e dunque anche la domanda di combustibili. In Europa il barile è sceso a 102 dollari, mentre negli Stati Uniti è calato a 79,3 dollari, i minimi da sei e undici mesi.

E la benzina? A quanto pare ha smesso la sua corsa al rialzo, ma non sembra che i gestori e i petrolieri abbiano ritoccato i listini all'ingiù, loro che sono sempre così lesti a rialzare il prezzo alla pompa quando il barile di petrolio sale. Usciremo mai da questo circolo vizioso?

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