E’ stato un Ferragosto assai salato per gli automobilisti italiani che hanno fatto i conti col costante ed inarrestabile caro carburante. I prezzi della benzina alla pompa sono costantemente sopra quota 1,6 euro ali litro e produrranno una stangata pari a 100 milioni di euro che si abbatterà sulle tasche degli automobilisti. La causa e’ il mancato ribasso dei listini alla pompa, nonostante la quotazione del petrolio abbiano registrato una sostanziale diminuzione negli ultimi giorni. Secondo gli analisti, infatti, i prezzi di benzina e gasolio dovrebbero essere inferiori di almeno 10 centesimi di euro al litro rispetto ai listini attuali.
E proprio sul mancato calo dei prezzi dei carburanti le Procure della Repubblica, a seguito dell’esposto inviato la settimana scorsa da alcune associazioni di consumatori stanno aprendo delle indagini volte ad accertare illeciti e speculazioni . E’ il caso, ad esempio, della Procura di Palermo che ha aperto un’inchiesta sulla base dell’articolo 501 bis c.p. che punisce chi compie manovre speculative su “generi alimentari di largo consumo o prodotti di prima necessità, in modo attuo a determinare la rarefazione o il rincaro sul mercato interno“, condannandolo con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 516 a 25.826 euro.
Il prezzo della benzina si compone di tre parti Innanzitutto il prezzo netto del combustibil, stabilito dalle aziende, comprendente anche i costi logistici di trasporto del carburante e il guadagno dei gestori della pompa. Poi ci sono le cosiddette accise, cioè tasse. Alcune di queste sono delle imposte di scopo, introdotte per raggiungere determinati obiettivi, nonostante molti di questi problemi siano ormai risolti o del tutto superati.
In questo momento, il prezzo di un litro di benzina comprende tra gli altri:
- 0,001 euro per la guerra di Abissinia del 1935;
- 0,007 euro per la crisi di Suez del 1956;
- 0,005 euro per il disastro del Vajont del 1963;
- 0,005 euro per l’alluvione di Firenze del 1966;
- 0,005 euro per il terremoto del Belice del 1968;
- 0,051 euro per il terremoto del Friuli del 1976;
- 0,039 euro per il terremoto dell’Irpinia del 1980;
- 0,106 euro per la missione in Libano del 1983;
- 0,011 euro per la missione in Bosnia del 1996;
- 0,020 euro per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004.
In totale fanno 0,25 euro, a cui si aggiungeranno i 0,02 euro destinati al Fondo Unico per lo Spettacolo. La terza voce in capitolo è l’IVA, che si calcola sia sul prezzo del carburante netto sia sulle accise: in altre parole, una tassa su una tassa.
GabryJ84
17 ago 2011 - 14:13 - #1Mancano gli 0,04 cent per la crisi Libica e quella per il terremoto d’Abruzzo…
carrabba72
17 ago 2011 - 15:04 - #2Ma parliamocci chiaro: tutto questo pero’ non giustifica questi porci gestori di carburante a non diminuire il prezzo della benzina,quando cala il prezzo del petrolio….questi 0,25 di euro sono fissi,ma la benzina l’aumentano sempre.
Sono questi porci magnati del petrolio a gestire tutto e questo schifoso stato non fa’ niente per fermarli…sono stanco di sentire alla televisione “oggi nuovo rincaro della benzina” perche’ so’ che nessuno fara’ niente per fermarli (compreso lo stato italiano,perche’ tanto ha un ulteriore guadagno con l’iva….)
elpyscampeador
17 ago 2011 - 17:50 - #3mancano 0,31 cent di accise nel conteggio… le accise e l’iva incidono per il 63% del prezzo del carburante.
Che i distributori e i loro fornitori ci marcino su non c’è alcun dubbio, tuttavia il prezzo netto dovrebbe essere sotto i 90cent/L
robertogrementieri
17 ago 2011 - 18:36 - #4Per mera precisazione, l’articolo inserisce solo alcune delle accise sulla benzina, direi le più assurde.
Draculaita
17 ago 2011 - 21:50 - #5Pagare a questi prezzi la benzina e’ da folli. Bisognerebbe fare qualcosa tutti insieme, come fermare totalmente il consumo, a costo di soffrire le conseguenze. Ci tassano ormai tutto
carrabba72
18 ago 2011 - 09:22 - #6Personalmente,utilizzo l’auto per lavoro e tutto questo m’incide mensilmente nella busta paga….noi possiamo fare qualcosa(nel nostro piccolo)
Ma quelli che potrebbero far qualcosa sono gli autotrasportatori paralizzando l’economia (vedi la francia alcuni mesi fa’)
Loro ci lavorano con il carburante e quindi gli agrava di piu’ questa situazione(ma e’ anche vero che sono solo loro,che possono dare un segnale forte a questa situazione insostenibile.
Ma non fare vome hanno fatto sino ad ora( fare il blocco dei mezzi per qualche giorno e poi appena uno stronzo di politico gli dice che si sta’ per arrivare ad un accordo,tutto torna alla normalita’……
NOOOOO….
Niente di piu’ di sbagliato…..
I mezzi si devono muovere solo quando realmente si vedono i prezzi si abbassano nei distributori….
Basta con questa presa in giro di questi “padroni” (perche’ alla fine sono loro che decidono… infischiandosene di noi che prendiamo 1300 euro al mese)
Loro prendono 16000 euro al mese,non usano la propria auto (ma auto pagata con le nostre tasse) quindi la benzina puo’ arrivare anche a 10 euro a litro, e loro se ne infischiano……
E tutto questo grazie ai nostri padroni….
zaphod_b.
24 ago 2011 - 11:44 - #7Già alla fine del 2011 dovrebbe uscire l’auto completamente elettrica (sarà una Ford Focus), se si andrà ancora in questa direzione, c’è qualche speranza…
Dice Roberto Saija, esperto di rinnovabile: “Siamo prossimi alla fine del ricatto “rincaro benzina” che in Italia paghiamo ogni periodo estivo. Il costo delle vacanze dipenderà dal sole, per altro abbondante in Italia, e non dalla mancata liberalizzazione nel settore energetico e oligopolio del petrolio”