Irap, spetta al contribuente l'onere della prova

Spetta al contribuente dare la dimostrazione dell'assenza delle condizioni per l'applicazione dell'imposta, quale il requisito dell'autonoma organizzazione
Come abbiamo visto ieri, secondo la Corte di Cassazione sono esonerate dalla tassa IRAP le micro-imprese sprovviste l'autonoma organizzazione, così anche il commerciante ambulante di casalinghi, poichè in assenza di tale requisito è escluso dall'obbligo di versamento. L'apertura del fronte dei «piccoli» era arrivata con altre sentenze, relative ai coltivatori diretti, ai titolari di licenza di taxi e agli esercenti l'attività di raccolta e trasporto di rifiuti speciali . In queste ultime pronunce i giudici hanno affermato che tali contribuenti si collocano, sul piano civilistico, nella categoria dei piccoli imprenditori e sono, pertanto, assimilati ai lavoratori autonomi, ai fini dell'esclusione dall'Irap.

Ma a chi spetta l'onere della prova?

Secondo la Suprema Corte, costituisce onere del contribuente, che chieda il rimborso dell’imposta asseritamente non dovuta, dare la prova dell’assenza delle condizioni per l’applicazione dell’imposta, quale il requisito dell’autonoma organizzazione (Cass. n. 12111/2009).

Si espone quindi a censura, prosegue la pronuncia dei Giudici ermellini, la sentenza che affermi l’inesistenza delle condizioni di assoggettamento a IRAP, valorizzando il prevalente svolgimento di attività sindacale e la presunta non contestazione, da parte dell’amministrazione, della esistenza di una struttura organizzata, laddove, invece, l’amministrazione aveva addotto l’esatto contrario. In relazione a siffatta specifica linea di difesa, trattandosi di istanza di rimborso, assume invece rilievo decisivo l’assenza di prova, da parte del contribuente, della inesistenza del requisito organizzativo.

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