Manovra economica, la conversione parte dal Senato


In un'aula quasi deserta, il testo della manovra economica varata dal Consiglio dei ministri il 12 agosto scorso e' stato incardinato al Senato. L'esame del decreto nelle commissioni Affari costituzionali e Bilancio inizierà la prossima settimana secondo un calendario che verra' deciso da un'apposita capigruppo, che ci sara' sempre la settimana prossima. La prossima seduta dell'Aula e' convocata per il 5 settembre alle 18.00.

Se per ora il Governo e la maggioranza non ha depositato modifiche, l'opposizione è pronta a dare battaglia.
Il Partito democratico proporrà in sede parlamentare di modificare la manovra di Ferragosto introducendo una imposta del 15% sui capitali rientrati in Italia con l'amnistia del 2009 e abbassando a 1.000 euro da 2.500 il tetto per i pagamenti in contanti, tutto per evitare un ulteriore aggravamento della crisi.

"Per correggere tali insostenibili iniquità, per dotare gli enti territoriali delle risorse minime necessarie a garantire servizi sociali essenziali, per cancellare l'innalzamento dell'Irpef sui redditi medi, per consentire alle pubbliche amministrazioni di pagare una parte dei debiti verso le pmi, si deve chiedere un contributo agli evasori e alle grandi ricchezze", dice Fassina.

"A tal fine, il Pd proporrà di introdurre un contributo straordinario del 15% sui 105 miliardi di capitali condonati da Berlusconi, Bossi e Tremonti nel 2009, perché è risibile limitarsi ad una aliquota dell'1-2%. Inoltre chiederemo la riduzione a 1000 euro della tracciabilità dei pagamenti, la descrizione dei patrimoni in dichiarazione dei redditi, il saldo dei conti correnti bancari, un'imposta ordinaria sui valori immobiliari più elevati e lo stralcio degli interventi sul lavoro per rimetterli nelle mani delle parti sociali".

Fassina osserva che solo una profonda correzione all'insegna dell'equità e del sostegno allo sviluppo rende l'ennesima manovra di finanza pubblica efficace alla riduzione del debito e che "serve un altro governo per dare equità e sviluppo all'Italia e ritrovare autorevolezza e credibilità in Europa".

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