Conti correnti meno cari

Nel 2012 la spesa media per la gestione di un conto bancario è stata di 101 euro: 4,8 euro in meno rispetto al 2011, 9,2 euro in meno sul 2010. I vecchi depositi costano il 40% in più.

Conti correnti meno cari. L’anno scorso la spesa media per la gestione di un deposito è stata di 101 euro: 4,8 euro in meno rispetto al 2011 e 9,2 euro in meno rispetto al 2010.

Secondo il direttore centrale per la Vigilanza della Banca d'Italia Carmelo Barbagallo:


dall'indagine sui costi dei conti correnti, svolta annualmente dalla Banca d'Italia, risulta che nel 2012 la spesa media per la gestione di un conto è stata pari a 101 euro: 4,8 euro in meno rispetto all'anno precedente e 9,2 euro in meno rispetto al 2010. Al netto delle commissioni pagate sugli scoperti e sui finanziamenti in conto corrente, la spesa media si è attestata a 86,9 euro.

Barbagallo ha parlato ieri nel corso di un'audizione al Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti (Cncu). Per un conto corrente aperto nell’ultimo anno, ha aggiunto il direttore della Vigilanza di Bankitalia, si risparmia anche il 40%:


Per i conti correnti aperti nell'ultimo anno la spesa si pone ben al di sotto della media e, al netto degli utilizzi a debito, è pari a 60,5 euro. Il costo cresce invece con l'aumentare dell'anzianità dei conti, fino a raggiungere l'importo di 99,6 euro per quelli con dieci o più anni di anzianità.


Il direttore della Vigilanza ha quindi insistito:

sui vantaggi che derivano da una verifica periodica dei costi del conto e dal confronto tra le offerte alternative presenti sul mercato.

Il cambio del conto:

può beneficiare di una cornice giuridica in grado di assicurare il rapido trasferimento di rapporti quali gli addebiti e gli accrediti automatici, che a oggi manca.

In proposito Palazzo Koch:

guarda con interesse alla recente proposta di direttiva europea sui conti di pagamento che affronta, tra l'altro, questo argomento.

In conclusione del suo intervento Barbagallo ha dato qualche numero sulla tutela dei consumatori, parlando dell'attività dell'Arbitro bancario e finanziario che nel 2012 ha ricevuto 5.653 ricorsi, il 58% in più rispetto al 2011. Le controversie più frequenti? Carte di credito (21%) e bancomat (16%). Poi a ruota seguono quelli sui conti correnti (14%), finanziamenti contro cessione del quinto (11%), mutui (10%), credito al consumo (4 %), segnalazioni in Centrale dei rischi (3%). Nel 2012 i ricorsi conclusisi con una decisione sono state 4.301, nel 65% dei casi avevano ragione i clienti: consumatori (la stragrande maggioranza) imprese e professionisti.

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