Iva: con l’aumento +223 euro all'anno per la benzina

Se l’aumento dell’aliquota Iva standard dal primo luglio sarà confermato, il rincaro per la benzina sarà di 223 euro, per il gasolio 388 ero all'anno.

Secondo un’elaborazione dell’ufficio studi della Cgia di Mestre l’aumento dell’aliquota Iva ordinaria dal 21 al 22%, a far data dal primo luglio salvo stop del governo, costerebbe 223 euro in più a famiglia solo per quel che riguarda i consumi di benzina.

Lo studio della Cgia rileva che già rispetto al 2010 una famiglia media italiana con un auto a benzina che sulla base dei consumi medi rilevati dall’Istat percorre 15.000 chilometri all’anno, per un consumo di 900 litri di carburante, ha subito un aggravio di 217 euro.

Se tra nove giorni l’aumento dell’Iva standard sarà confermato, il rincaro sarà di 223 euro, di 230 euro nel 2014. Per chi ha un’auto diesel va anche peggio. Per una percorrenza media annua rilevata dall’Istat in 25.000 chilometri, con un consumo annuo di 1.300 litri di gasolio circa, il rincaro subito alle colonnine dei distributori di carburante dopo gli aumenti delle accise e dell’Iva degli ultimi 3 anni è stato di 379 euro. Con l’aumento dell'Iva al 22% dal primo luglio, l’aggravio di spesa sarebbe di 388 euro nel 2013 e di 397 euro nel 2014.

Il segretario della Cgia di Mestre Giuseppe Bortolussi commenta:

i risultati emersi da questa elaborazione ci devono servire da monito .Ricordo che l’80% circa delle merci in Italia viaggia su gomma. Se l’aumento dell’Iva non verrà bloccato, quasi sicuramente registreremo un rincaro generalizzato dei prezzi di tutti i beni che quotidianamente troviamo sugli scaffali dei negozi o dei supermercati.

Senza scordare che:

dall’inizio della crisi alla fine del 2012, il Pil nazionale è diminuito di 7 punti percentuali e la spesa delle famiglie di 5. Questa caduta di 5 punti corrisponde, in termini assoluti, ad una diminuzione media della spesa pari a circa 3.700 euro a famiglia. Se non scongiuriamo il ritocco dell’Iva corriamo il pericolo di penalizzare ulteriormente la domanda peggiorando la situazione economica delle famiglie e quella delle piccole imprese e dei lavoratori autonomi che vivono quasi esclusivamente di consumi interni.

Dal 2011 a oggi ci sono stati sette aumenti delle accise sui carburanti e un incremento dell’Iva. Ancora ieri il ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato ai giornalisti che chiedevano a proposito della possibilità di un rinvio dell’aumento dell’aliquota Iva standard, che riguarda il 70% circa dei consumi totali, rispondeva:

Non lo so, non lo so. Deciderà il governo.

E stamattina anche il segretario del Pd Guglielmo Epifani alla manifestazione unitaria di Cgil, Cisl e Uil a Roma ha ammonito sul fatto che l’incremento dell’Iva di un punto avrebbe solo un effetto recessivo peggiorando la già difficile congiuntura del Paese.

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