Riscattare la laurea conviene, meglio se è presto

Riscattare la laurea conviene, ma è necessario adoperarsi appena entrati nel mondo del lavoro, altrimenti l'operazione potrebbe diventare troppo costosa
Sempre meno italiani sfruttano la possibilità di anticipare la pensione riscattando gli anni di studio, che attraverso questa operazione vengono considerati come anni di lavoro ai fini previdenziali. All’Inps nel 2008 erano arrivate 60 mila domande di riscatto. Nel 2009 le richieste sono scese a 30 mila e l’anno scorso non sono arrivate che 15 mila domande.

Sono riscattabili tutti gli anni regolari del corso di laurea, sia triennale che specialistica, ma non quelli fuori corso. Anche i diplomi di laurea o universitari possono essere riscattati, così come quelli di specializzazione, i dottorati di ricerca e quelli rilasciati dagli istituti di alta formazione artistica e musicale. Per chiedere il riscatto bisogna in ogni caso essersi laureati e non bisogna avere lavorato durante gli anni da riscattare, perché in questo caso quei periodi sono già coperti da contribuzione.

Per il calcolo si utilizza il metodo retributivo per gli anni in cui era ancora in vigore e quello contributivo per gli anni successivi. Per chi si è laureato prima del ’96 l’operazione è più complicata: l’Inps tiene conto di diversi fattori come l’età, il periodo da riscattare, il sesso, l’anzianità assicurativa, le retribuzioni percepite negli ultimi anni. Per i più giovani il calcolo è più semplice: si guarda lo stipendio degli ultimi 12 mesi e vi si applica l’ aliquota contributiva in vigore. Questa cifra deve essere moltiplicata per il numero di anni da riscattare.

L’aliquota per i dipendenti è circa del 33%, per gli autonomi del 20%. Un neo-laureato che da dipendente guadagna 20 mila euro lordi all’anno paga circa 6.600 euro di contributi ogni anno. Questa sarà la cifra base sulla quale calcolare il costo del riscatto degli anni di studio: 6.600 euro per un anno, 13.200 per due anni, 19.800 euro per tre anni e così via.

Per chi è all’inizio della propria carriera il costo del riscatto è di solito abbastanza consistente. Lo Stato cerca di venire incontro ai contribuenti con due tipi di incentivi. Il primo è la possibilità di dedurre dal reddito l’intero importo dei contributi versati. Il secondo è la possibilità di pagare l’importo a rate mensili, fino a un massimo di 120 rate in 10 anni. Per risparmiare esiste la possibilità di riscatto parziale, che permette di pagare i contributi per un periodo limitato di anni di studio, anche uno solo.

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