La tassa sulle sigarette elettroniche (e non solo) per coprire il rinvio dell'aumento Iva

Novità anche sugli acconti Irpef e Ires.

La tassiamo o non la tassiamo? Dopo una serie di voci e smentite, arriva la notizia che la tassa sulle sigarette elettroniche si farà, per la gioia dei tabaccai e la disperazione dei fumatori 2.0. Ecco come si presenta la notizia nel linguaggio legislativo: "I prodotti contenenti nicotina o altre sostanze idonei a sostituire il consumo dei tabacchi lavorati, nonché i dispostivi meccanici ed elettronici, comprese le parti di ricambio, che ne consentono il consumo, sono assoggettati ad imposta di consumo nella misura pari al 58,5 per cento del prezzo di vendita al pubblico».

Quindi, non solo le sigarette elettroniche, non solo i liquidi che contengono la nicotina, ma anche le parti di ricambio verranno tassate. Il tutto per trovare la copertura necessaria a rimandare l'aumento dell'Iva. E si tratta di parecchi soldi, più o meno un miliardo: 864,6 milioni per il 2013; 117 milioni per il 2014; 112 milioni per il 2015; 51 milioni per il 2016.

Ma ci saranno aumenti anche sul fronte degli acconti fiscali: la misura dell'acconto dell'Irpef è fissata al 100%. A novembre, quando si versa l’anticipo dell’acconto sull’imposta sulle persone fisiche, i contribuenti non dovranno più versare il 96% (grazie a una norma voluta da Mario Monti) delle tasse dovute per l’anno successivo, ma l’intero ammontare, il 100%. Fino a oggi infatti la parte rimanente andava versata a giugno.

Aumenti anche per l'Ires: "per il periodo d’imposta in corso al 31 diecembre 2013, la misura dell’acconto dell’imposta sul reddito delle società è aumentata dal 100 al 101 per cento”. Il che vuol dire che si dovrà anticipare una parte delle imposte dell'anno successivo.

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