Sarà privata l'acqua di Milano? (oro nero vs oro blu)

acqua moratti

Cosa hanno in comune l'acqua ed il petrolio?

Entrambe si trovano sotto terra, entrambe sono preziose, entrambe non sono (ormai lo hanno capito anche i sassi) fonti inesauribili, ma, soprattutto, entrambe sono nelle mani dei Moratti.

Continua il grande dibattito sull'acqua, meglio pubblica o privata?

Non ci sono dubbi per la Provincia di Milano (leggi) che già da alcuni mesi ha chiarito la sua posizione all'interno della debacle idrica "l'acqua é e deve restare pubblica. Il servizio idrico dell’ATO della Provincia di Milano resta pubblico, sia per la gestione che per l’erogazione, il CAP (Consorzio Acque potabili) non ha bisogno di partner privati, ne di tipo aziendale perché possiede le capacità tecniche e il personale preparato, ne di tipo finanziari, perché la Provincia e i suoi comuni godono di un riconosciuto prestigio per accedervi direttamente ai finanziamenti."

Non sembra della stessa opinione il nuovo sindaco di Milano Letizia Moratti che nei giorni scorsi ha fatto sapere, dalle prime pagine del Corsera, che é tra i suoi obiettivi il conferimento della MM (Metropolitana Milanese) all'Aem (Azienda Energetica Milanese). (leggi)

E cosa c'entra con l'acqua, ora vi chiederete? Una gestisce una rete di trasporto pubblico mentre l'altra si occupa della fornitura e distribuzione di energia elettrica e gas.

C'entra eccome invece, perché la Metropolitana Milanese gestisce l'acquedotto milanese, oltre a detenere lo 0,003% del capitale sociale di Aem.

Conferire la MM (interamente pubblica) alla Aem (privata per due terzi) non vorrebbe dire de facto privatizzare l'acqua pubblica a Milano?

Tutte le volte che qualcosa di pubblico viene privatizzato nel Bel Paese automaticamente i costi di accesso ai servizi aumentano sarà così anche per l'acquedotto milanese?

Lo é stato in Sardegna, dove da gennaio tutti i gestori della rete idrica sono confluiti in Abanoa, Spa pubblica partecipata dagli enti locali e dove la tariffa media, è già aumentata del 27%. Lo é stato a Firenze (Publiacqua-Acea) dove tra 2002 e 2005 la quota fissa da pagare in bolletta è aumentata del 33% e ancora a Livorno (aumenti fino all’80%), Arezzo (in sei anni anche il 100%), Frosinone e Latina dove, dicono sindacati e comitati civici, a tre anni dall’inizio della gestione pubblico-privata di Acqualatina, la bolletta è triplicata.

Insomma tutte le volte che si palesa il connubio pubblico-privato i costi per i cittadini sembrano aumentare, questo vale tanto per l'energia quanto per i trasporti e per l'acqua.

Una delle caratteristiche principali del bene pubblico, oltre alla non esclusibilità ed all'assenza di rivalità nel consumo, é rappresentata dalla sua economicità (non profittabilità). Mi spiego, l'erogazione di un pubblico servizio é regolata da una logica economica (copertura dei costi) non da una logica di profitto, come diretta conseguenza il servizio é caratterizzato da un prezzo di erogazione (non di vendita).

Il passaggio da pubblico a privato rompe questa dicotomia e determina inevitabilmente come già ampiamente dimostrato sul fronte trasporti (anche quello alla mobilità é un diritto pubblico) un aumento dei costi di accesso ai servizi.

Ma qualcuno l'ha chiesto ai milanesi cosa ne pensano delle privatizzazioni dei trasporti, dell'acqua e dell'energia? Qualcuno risponderebbe di si (siete andati a votare no?).

A Milano quando d'ora in poi quando entrerete in un bar e chiederete un bicchiere d'acqua del rubinetto potrete senza alcuna esitazione chiedere "acqua del sindaco".

E' innegabile che, se per "molti" alcuni l'acqua é un diritto, per "pochi" altri invece é una lauta ed inesauribile fonte di profitto.

E per questi altri l'"Oro blu" é una risorsa che va sprecata...meglio a contatore!

Moratti e sai cosa bevi...

  • shares
  • +1
  • Mail