
Ad agosto l’indice del clima di fiducia dei consumatori cala a 100,3 da 103,7 di luglio. Lo rende noto l’Istat, specificando che la flessione, diffusa a tutte le componenti, è particolarmente marcata per il clima economico, il cui indice diminuisce da 74,9 a 70.
La fiducia sulla situazione personale scende da 118,8 a 116,2; quello sul quadro corrente passa da 116,5 a 112,8. L’indice relativo al complesso delle attese a breve termine segna un calo limitato, passando da 87,8 a 87,5. La fiducia, secondo l’Istat, peggiora in tutte le ripartizioni e il deterioramento è particolarmente intenso nel Nord-est.
In queste stesse ore, la Confcommercio ha rilevato la debolezza dei consumi a livello pro capite, complice il biennio di crisi 2008-2009, lascia prevedere un rallentamento generalizzato dell’uscita dalla crisi tanto che, a fine 2011, ben 17 regioni su 20 rischiano di registrare un livello di consumi inferiore a quello del 2000.
ausfhiu
01 set 2011 - 15:10 - #1Mattinata difficile per Fiat che oscilla in fondo al listino delle blue chip insieme a Pirelli&C. Il settore automotive europeo è in rosso ma Fiat perde più delle concorrenti. Probabilmente il titolo è in fibrillazione in attesa dei dati sulle immatricolazioni ad agosto in Italia, dati che verranno diffusi oggi alle 18.
Ma i dati sulle vendite non sono l’unico fattore di incertezza sul titolo della casa torinese. E’ degli ultimi giorni la notizia della fuoriuscita di Andrea Formica, ormai ex responsabile vendite Europa per i marchi Fiat, Lancia, Alfa Romeo e Jeep. Formica, che sedeva sulla poltrona da nemmeno un anno, avrebbe pagato le pessime performance a livello di vendite registrate nel periodo.
Al suo posto dovrebbe arrivare Lorenzo Sistino: l’ufficializzazione è prevista nel corso della riunione del Group Executive Council, la super-struttura di manager distribuiti tra Torino e Detroit varata dall’a.d. Sergio Marchionne a fine luglio. E proprio sull’asse “atlantico” si profila un nuovo conflitto con i sindacati.
Secondo le indiscrezioni Marchionne avrebbe cambiato idea sulla destinazione dello stabilimento di Mirafiori. Non più i SUV a marchio Alfa Romeo e Jeep, la cui produzione potrebbe avvenire negli USA, ma una non meglio precisata utilitaria di nuova progettazione.
I sindacati che lo scorso autunno avevano sostenuto il si al referendum presso lo stabilimento piemontese hanno chiesto un incontro con i vertici di Fiat: il loro sostegno era infatti subordinato ad alcune condizioni, tra cui la produzione di vetture di alta gamma. Il rischio secondo alcuni è che l’utilitaria non garantisca gli stessi livelli di occupazione dei SUV.
Tensioni con le parti sociali anche in merito alla questione Irisbus. E’ infatti fallita la mediazione del ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, per cui la Fiat resta ferma sulla vendita dello stabilimento di Flumeri alla Dr di Massimo Di Risio e i sindacati annunciano lotta dura da parte dei 700 dipendenti della fabbrica in provincia di Avellino.
Infine, secondo rumor delle ultime ore alcune investment bank starebbero tentando di convincere Fiat a quotare Ferrari presso la borsa di Hong Kong. Si tratterebbe di un’IPO da 6,3 miliardi di dollari (4,4 miliardi di euro), risorse che permetterebbero al Lingotto di alleggerire il fardello del debito