Nei settori liberalizzati i prezzi non aumentano

Nei settori liberalizzati i prezzi non aumentano
Confermate le attese di un'estate caratterizzata da un'inflazione crescente per effetto delle tensioni sui prezzi dell'energia, dei tabacchi e dei servizi di trasporto, con l'aggiunta dell'ormai usuale spinta inflazionistica proveniente dal settore delle assicurazioni.

Nonostante ciò, la stima per la variazione dei prezzi complessiva per il 2011 resta al 2,7%: questo il commento dell'Ufficio Studi Confcommercio alle stime sui prezzi diffuse oggi dall'Istat. Viceversa - prosegue la nota - si conferma il ruolo disinflazionistico dei beni e servizi offerti sui mercati liberalizzati, come nel caso degli alimentari freschi e dei servizi ricettivi e di ristorazione.

Per questi ultimi, in agosto si registra una diminuzione congiunturale dello 0,4% che ha portato la variazione tendenziale relativa al settore all'1,8%, un punto in meno rispetto alla variazione dell'indice generale. Il dato sull'inflazione - conclude l'Ufficio Studi - si inserisce in un quadro congiunturale che, seppure caratterizzato da molte ombre, presenta anche alcuni elementi da valutare positivamente, come quelli provenienti dal mercato del lavoro.

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