Fondo Monetario: "In Italia disoccupazione a livello inaccettabile. L'Imu non si può togliere"

L'Fmi riconosce gli sforzi compiuti dall'Italia, ma avverte che il debito è ancora troppo alto e il mercato del lavoro fermo.

Il Fondo Monetario Internazionale ha concluso la sua missione annuale in Italia arrivando a risultati che conosciamo molto bene, ma che messi in evidenza dagli economisti di Washington fanno ancora più impressione.

In particolare, il monito dell'Fmi è che in Italia c'è una disoccupazione, soprattutto tra giovani e donne, "inaccettabilmente alta" e ed è alla risoluzione di questo che deve essere data la priorità per dimezzare almeno il gap rispetto al resto d'Europa. L'Fmi suggerisce, a proposito della politica occupazionale, una nuovo contratto di lavoro per i nuovi assunti che sia unico e più flessibile.
Aumentando l'occupazione il Pil potrebbe salire del 2,5% entro il 2018. Invece, a fine 2013, il Pil è in contrazione dell'1,8%, quindi più dell'1,5%, mentre per il 2014 le attese salgono dallo 0,5% allo 0,7%.

Un altro argomento sempre molto dibattuto in Italia e su cui Kenneth Kang, rappresentante dell'Fmi si è soffermato, sono le tasse. Secondo gli economisti americani l'Imu non andrebbe tolta perché tutti i Paesi hanno imposte immobiliari per le quali non sono previste esenzioni sulla prima casa, quindi per ragioni di equità ed efficienza non va rimossa, ma è indispensabile concentrarsi sulla riforma del sistema catastale in modo da renderlo più giusto.
Il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni ha subito detto che certamente il governo terrà conto delle indicazioni dell'Fmi, ma all'interno della coalizione l'Imu è un tema sempre troppo complicato da affrontare, perché il Pdl non si muovo di un centimetro dalla sua posizione e Daniela Santanché ha immediatamente ribattuto che se il ministro darà ascolto all'Fmi dovrà cercarsi un'altra maggioranza.

Gli economisti di Washington spronano inoltre il nuovo governo ad affrontare i problemi strutturali dell'Italia con riforme forti, in grado di ridare fiducia e di portare il Paese fuori dalla crisi. Inoltre, serve un ribilanciamento del risanamento fiscale attraverso tagli alla spesa pubblica e tasse più basse. Come il governo già ben sa è indispensabile sanare i debiti della Pubblica Amministrazione per ridurre le difficoltà del credito delle aziende.

L'Italia ha certamente compiuto molti sacrifici che le hanno permesso di uscire dalla procedura per deficit eccessivo dell'Europa, tuttavia il debito è ancora troppo alto e il mercato del lavoro è fermo.

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