Spesa per interessi e pressione fiscale: i dati di Bankitalia

In un anno la crescita della spesa per interessi è salita dal 5% del Pil al 5,5%, la pressione fiscale dal 42,6 al 44%.

Nel 2012 l'Italia tra i paesi dell'eurozona ha registrato la spesa per interessi più elevata, superiore anche a quella della Grecia.

Secondo la Banca d’Italia, in base ai dati che emergono dalle statistiche di finanza pubblica dei paesi dell'Unione europea, l’anno scorso la spesa per interessi sopportata dal nostro Paese è stata pari al 5,5% del Pil. Quella della Grecia è stata uguale al 5% del Prodotto interno lordo, quella del Portogallo al 4,4% del Pil. Quarta in classifica la Spagna con una spesa per interessi al 3%.

Tra il 2011 e il 2012 in Italia - che ogni anno deve rinnovare 400 miliardi di titoli del debito in scadenza - la crescita della spesa per interessi è balzata dal 5% al 5,5% del Pil. Nello stesso periodo di tempo anche gli altri paesi di Eurolandia hanno risentito maggiormente della crisi del debito pubblico, solo la Grecia ha fatto segnare una flessione, con la spesa per interessi che dal 7,1% è passata al 5% del Pil. Per la Spagna la spesa è salita dal 2,5% al 3%, per il Portogallo dal 4,1% al 4,4%, per l'Irlanda dal 3,3% al 3,7%.

Al Belpaese per l’anno 2012 va anche la maglia nera per lo Stato con il maggior debito pubblico: è al 127% del Pil, dopo di noi la Grecia con il 156%. Senza dimenticare che dal 2011 al 2012 la pressione fiscale in Italia è passata dal 42,6% al 44%. Abbiamo superato la Finlandia per posizionarci al quarto posto per carico tributario tra i 17 Paesi della moneta unica e al sesto posto tra quelli dell’intera Unione europea.

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