Petrolio: ecco come ti fa aumentare l'ortaggio!

petrolio biocombustibile

Volevo fare il solito pezzo un pò ruffiano su come farvi risparmiare un pò di soldi sulla benzina (leggi), su come il prezzo dei carburanti salga ormai quotidianamente ed il pieno costi troppo e su come all'estero già guardino al biocombustibile. Ma poi ho cambiato idea.

Parliamo di economia, di risparmio e di spesa. Non la spesa pubblica, ma quella che facciamo tutti i santi sabati nei nostri supermercati o il mercoledì al mercatino dietro l'angolo. Se c'é un lavoro che costa (senza alcun dubbio) tanto sudore e fatica é quello dell'agricoltore.

E di agricoltura parliamo, perché il pesante aumento del petrolio che ha fatto registrare negli scorsi giorni rialzi da record sugli 80 dollari al barile non assottiglia solamente, giorno dopo giorno, il portafoglio delle famiglie italiane ma rischia di mettere in crisi anche la nostra agricoltura che si trova, anno dopo anno, a pagare, a caro prezzo (e non solo in termini di oneri aggiuntivi), il costo della bolletta energetica.

183 milioni di euro per un settore che non é diciamo in una situazione del tutto florida. (leggi)

Questo non é un parere del sottoscritto, ma della Confederazione Italiana Agricoltori, che sottolinea come lo scorso anno gli aumenti petroliferi abbiano inciso in maniera superiore al previsto sulle imprese agricole (+25%). Serricoltura e zootecnia i comparti più colpiti dagli aumenti.

E anche per il 2006 in Italia si prospetta una vera e propria stangata, e pensare che nel Paese che più di tutti é in corsa per aggiudicarsi gli ultimi scampi di oro nero, prima del picco globale, con gli scarti dell'agricoltura ci si fa pure il diesel. (leggi) Se nel 2005 il caro petriolio ha causato ad ogni azienda agricola un aumento di 360 euro, numeri alla mano, nel 2006 gli aumenti potrebbero essere pari a 550 euro, al mese, ad impresa.

Domanda, pagheranno solo le imprese agricole?

Sempre secondo i dati Cia (Confederazione italiana agricoltori) i prezzi sui campi segnano il passo, ma negli altri passaggi della filiera non si riscontra un analogo andamento. Così si registra un’inaspettata impennata dei listini al consumo dei prodotti alimentari che, in giugno rispetto allo scorso mese di maggio, sono cresciuti dello 0,3 per cento.

Allarmismo?

L'Italia necessita di oltre 600 milioni di barili all'anno (+3,2% gli ultimi due anni), é quanto emerge da una recente ricerca sul caro-petrolio del Centro studi di Confcommercio. L'aumento porterà ad un esborso pari a 38 miliardi di Euro (qualcuno sa a quanto ammonta il valore della produzione agricola? E quello delle importazioni?). I dati di Confcommercio affermano che il prezzo del petrolio si sta pericolosamente avvicinando a quello del secondo shock petrolifero causato dalla crisi degli ostaggi dell'ambasciata americana a Teheran nel 1980. Le crisi geopolitiche, però, a quanto pare non sono le uniche responsabili dei forti rialzi del prezzo dell'oro nero. Un altro fattore da considerare sarebbe la crescita della domanda energetica da parte dei Paesi asiatici, Cina e India in testa. Numeri alla mano: dal '99 al 2004 le importazioni di greggio dell'area OCSE sono cresciute ad un tasso medio annuo dell'1,5%, contro il 10,6% dell'India ed il 27,4% della Cina. Fatta pari a 100 la domanda mondiale di greggio, nei primi anni settanta quasi un terzo era assorbito dagli USA, un quarto dalla UE e solo il 5% dall'Asia. Oggi, quasi il 20% e' assorbito dalla Cina, mentre la quota della UE e' scesa al 16%, cosi' come quella degli USA e' intorno al 25%.

Il futuro del petrolio si gioca ancora una volta sul Mar Caspio. (leggi)

Sarà solo per ripicca che l'Iran vuol passare al Petroleuro?

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