La crisi dell'edilizia: "Persi 690 mila posti di lavoro"

11mila imprese edili sono fallite, credito tagliato di 70 miliardi e conseguenze pesantissime sull'occupazione.

Con il mercato immobiliare vittima della crisi, ma anche dell'Imu, a farne le spese non può che essere anche il settore edilizio. A parlare delle difficoltà dell'edilizia è stato il presidente dell'Ance, Paolo Buzzetti: "Il mercato della casa è praticamente fermo: l'acquisto di nuove abitazioni da parte delle famiglie ha subito un crollo di 74 miliardi di euro rispetto a 6 anni fa. E l'Imu ha contribuito in maniera determinante a questa caduta".

Notizie che non possono che avere dirette conseguenze anche sull'occupazione, da dove arrivano le nuove peggiori: 690mila posti di lavori persi nella filiera delle costruzioni, una enormità, e 50-80mila persone, oggi in cassa integrazione, che potrebbero non essere reintegrate. Sempre secondo i numeri forniti da Buzzetti.

Crisi occupazionale inevitabile e causata dal numero di imprese edili che ha chiuso i battenti: "11.200 imprese edili sono fallite, il 28-30% delle aziende non sono in condizioni di reggere un altro anno per mancanza di liquidità". D'altra parte negli ultimi 6 anni - e cioè gli anni della crisi - il credito a sostegno delle imprese è diminuito di 77 miliardi e i lavori pubblici si sono dimezzati.

"Siamo l'unica nazione che ha fatto il contrario di ciò che si dovrebbe fare. abbiamo immesso risorse nella fase di espansione degli anni 2000 e nel momento della crisi, anziché usare il settore in maniera anticiclica, abbiamo diminuito i fondi di 20 miliardi all'anno". Un austerity che, secondo Buzzetti, ha fatto solo ulteriori danni: "I nostri governi hanno seguito la linea più rigorosa di tutti i paesi avanzati: il più attento rispetto dell'austerità. Tutto il contrario di quello che nel frattempo avveniva non soltanto oltreoceano, ma anche nelle altre grandi potenze europee".

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