Lo Stato non paga i debiti: fallite 15.100 imprese

L'analisi della Cgia di Mestre sull'annoso problema. L'Italia è maglia nera d’Europa per l’irregolarità dei pagamenti tra Pubblica amministrazione e imprese e per le transazioni commerciali tra le aziende stesse.

Nell’ultimo lustro, tra il 2008 e il 2012, sono più che raddoppiati i fallimenti di imprese causati dai ritardi o dai mancati pagamenti da parte della Pubblica amministrazione o di committenti privati. Secondo i numeri forniti dalla Cgia di Mestre il debito della Pa nei confronti delle imprese, con lo sblocco solo recente di una prima tranche di pagamenti, è di 120 miliardi circa.

Il segretario della Confederazione artigiani e piccole imprese di Mestre Giuseppe Bortolussi spiega che a quell’importo si arriva dall’analisi critica dei risultati di un'indagine campionaria presentata nel marzo scorso da Bankitalia, secondo cui invece il debito della Pubblica amministrazione sarebbe pari a 91 miliardi di euro.

Dice Bortolussi riferendosi alla stima di Palazzo Koch:

Si tratta di una foto scattata il 31-12-2011, ovvero più di un anno e mezzo fa nella quale non sono comprese le aziende con meno di 20 addetti che, ricordo, costituiscono il 98% del totale delle imprese italiane. In questa ricerca, inoltre, non sono state coinvolte le imprese che operano nei settori della sanità e dei servizi sociali che, storicamente, sono quelli dove si annidano i ritardi di pagamento più eclatanti. Alla luce di questi elementi, riteniamo che l'ammontare dei debiti scaduti stimato dalla Banca d'Italia sia sottodimensionato di circa 30 miliardi di euro.

Dalla fine del 2007, cioè dall'inizio della crisi, alla fine del 2012 quindi sono fallite per i mancati pagamenti più di 15mila imprese. L’analisi della Cgia ha preso le mosse da uno studio realizzato da Intrum Justitia, società europea del settore dei servizi di gestione e recupero crediti, secondo cui il 25% delle imprese fallite nel Vecchio continente ha chiuso i battenti proprio a causa dei ritardi nei pagamenti.

Problema che pesa come un macigno sul tessuto imprenditoriale italiano, già fiaccato dalla crisi, con il nostro Paese che è maglia nera d’Europa per l’irregolarità dei pagamenti tra Pa e imprese e per le transazioni commerciali tra le aziende stesse.

L’incidenza del fenomeno tra il 2008 e il 2010 ha raggiunto la soglia del 30%, per arrivare al 31% nel 2011-2012. Sui 52.500 fallimenti presi in esame dal 2008 in poi la Cgia stima che ben 15.100 serrate di imprese presenti sul territorio italiano siano da scrivere appunto ai ritardi nei pagamenti.

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