Benzina e diesel, l'Italia ha i prezzi più alti d'Europa

La denuncia della Cgia di Mestre: in Italia i prezzi medi dei carburanti sono parecchio sopra la media europea: il problema è sopratutto fiscale

Cara automobile, ma quanto mi costi? In Italia parecchio: il Belpaese è secondo solo all'Olanda e vanta i carburanti, benzina e diesel, più cari di tutto il Vecchio Continente; a denunciarlo è Cgia di Mestre (Associazione artigiani delle piccole imprese) che ha messo a confronto il prezzo alla pompa di benzina e gasolio di tutti i paesi dell'area euro.

Il risultato è chiaro, limpido, trasparente come l'acqua: il prezzo di vendita è superiore di 0,204 euro alla media europea per la verda e di 0,228 euro per il diesel, alla data del 13 luglio 2013.

Ma se pensate che siano "i petrolieri" (non che non c'entrino, ma qui a mettervi le mani in tasca è perlopiù lo Stato) siete fuori strada: il prezzo medio della benzina italiana è pari a 1,742 euro al litro, ma di questi 1,030 euro vanno in accise ed iva, insomma a mamma Italia (peggio è solo la tassazione olandese, pari a 1,059 al litro, ma là il prezzo scende per volere del produttore).

Il risultato è che nel paese in cui l'80% dei trasporti merci viaggia su gomma, buona parte della crisi economica passa anche dai carburanti, che permettono al Tesoro di pagare la guerra in Abissinia (tra le altre cose); rispetto alla media dei paesi dell'area dell'euro, il prezzo al litro praticato in Italia è superiore di 0,204 euro (l'aliquota sui carburanti è del 59,1%, di oltre cinque punti superiore alla media europea).

"Tenuto conto che oltre l'80% delle nostre merci viaggia su gomma non è da escludere che gli aumenti dei carburanti registrati in questi ultimi giorni possano spingere all'insù i prezzi dei principali beni di consumo."

Evidenzia Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia. Relativamente al diesel invece il prezzo medio italiano di 1,624 euro al litro è più caro di 0,228 euro rispetto alla media europea, un record anche per questo prodotto fossile.

Tutto questo però non va a disincentivare l'uso dell'auto degli italiani, che restano scoraggiati all'uso dei mezzi pubblici sia per i grandi che per i piccoli spostamenti.

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