Conti dormienti per risarcire le vittime dei crac finanziari? Padoa Schioppa come Tremonti

conti dormienti2 E ridagli con i conti dormienti: devono costituire un vero e proprio tesoro (le stime più ottimistiche parlano di 15 miliardi di euro), se anche l’attuale maggioranza pensa di utilizzarli per gli investitori traditi dai crac finanziari di Cirio, Parmalat, o gli obbligazionisti italiani che a suo tempo avevano rifiutato l’offerta pubblica di scambio proposta dal Governo argentino per i bond argentini.

Secondo quanto riporta oggi Finanza e Mercati, l’attuale ministro dell’Economia sta facendo gli ultimi ritocchi al regolamento sul fondo destinato alle vittime dei crac finanziari, che dovrebbe essere alimentato proprio con i depositi bancari dimenticati dai clienti. Ricordiamo in questa sede che la stessa misura, varata nella passata legislatura da Tremonti, fu allora bocciata dal Consiglio di Stato perché non indicava con precisione il periodo di dormienza, demandandolo alla prassi bancaria...
Le banche, infatti, spingono perché detto periodo sia di almeno 15 anni, un periodo decisamente lungo: i famosi risparmiatori traditi, che tutte le maggioranze dichiarano di voler risarcire, probabilmente dovranno aspettare ancora a lungo!

Facendo un passo indietro, e ricordando a tutti la definizione dei c.d. conti dormienti - si tratta di depositi di denaro, cassette di sicurezza, libretti di risparmio, assegni circolari mai rimborsati, titoli azionari o obbligazionari che non risultano più movimentati da almeno 10 anni – poniamo un interrogativo: se il signor Rossi ha un conto corrente, all’insaputa dei suoi familiari, e muore improvvisamente, non sarebbe giusto almeno avvisare gli eredi legittimi dell’esistenza di quei soldi, anziché lasciarli in banca? D’altro canto credo che se lo stesso signor Rossi dovesse lasciare un conto in rosso, gli eredi verrebbero cercati –e trovati- eccome!

  • shares
  • Mail