Imprese: aprile-giugno 2013 saldo aperture-chiusure +0,4%, ma è il peggiore degli ultimi 10 anni

Il bilancio tra aziende appena aperte e aziende chiuse nello scorso trimestre è di +26mila aziende, ma in relazione al periodo aprile-giugno degli ultimi dieci anni è il risultato più basso.

Prima le buone notizie: tra aprile e giugno 2013 le nuove aziende sono di più di quelle che hanno chiuso. Il saldo è in positivo dello 0,4% ossia la differenza tra aperture e chiusure è +26.084 imprese.
Passiamo alle brutte notizie: nonostante il segno più, questo dato è il peggiore degli ultimi dieci anni. Il tasso di crescita delle imprese nel secondo trimestre dell'anno è infatti passato dallo 0,90% del 2004 allo 0,43% del 2013, un crollo che ha visto scendere questa percentuale ogni anno, eccetto nel 2010, quando c'è stata una risalita dallo 0,46% dell'anno precedente allo 0,78%.

Questi numeri emergono da Movimprese, la rilevazione trimestrale sulla natalità e mortalità delle imprese condotta da InfoCamere, dalla quale si evince in particolare che le nuove iscrizioni tra aprile e giugno 2013 sono state 100.448, il secondo peggior valore del decennio, mentre le cessazioni sono state 74.364, il terzo risultato più elevato dei secondi semestri degli ultimi dieci anni.

Se andiamo a considerare anche il primo trimestre, in totale nel 2013 fino a giugno c'è stato un aumento del numero dei fallimenti del 5,9%, ossia 6.456 imprese che hanno avviato la procedura fallimentare.

Sconfortante il dato delle imprese artigiane che per la prima volta in dieci anni ha un segno meno davanti al numero del saldo tra aperture e chiusure (-113), registrando addirittura un calo del 16% delle iscrizioni rispetto allo stesso periodo del 2012.
In particolare, nel settore artigiano i dati peggiori arrivano dalle costruzioni, con 828 imprese in meno, dai trasporti e il magazzinaggio con 568 imprese in meno, e dalle attività manifatturiere che hanno registrato 506 nuove registrazioni in meno rispetto alle cessazioni.

Imprese: dal Nord Est i dati più sconfortanti


Se vogliamo fare un confronto per aree geografiche, il tasso di crescita migliore lo troviamo nel centro (+0,62%, ma -0,06% rispetto al 2012), mentre al Nord Ovest è dello 0,52% (+0,02% rispetto all'anno scorso), nel Sud e nelle Isole è sceso dal +0,46% al +0,34%, ma il crollo c'è stato nel Nord Ovest dove si è passati dal +0,47% al +0,26%, in pratica 18.595 nuove imprese ma 15.518 imprese cessate con un saldo di +3.077, meno della metà del Sud e Isole (dove è di +6.737).

Lo stock al 31 marzo 2013 è:
- Nord Ovest: 1.581.032
- Nord Est: 1.180.693
- Centro: 1.297.946
- Sud e Isole: 1.990.568

Se andiamo a guardare i dati regione per regione, scopriamo che quella che sta messa peggio è la Val d'Aosta che è passata da un tasso di crescita di +0,63% nel secondo trimestre del 2012 al -0,25% nel 2013. A fronte di 207 nuove iscrizione, infatti, ci sono state 241 chiusure, quindi un saldo negativo di 34 imprese in meno e in una regione così piccola fanno la differenza.

Il tasso di crescita, sempre nel confronto con lo stesso periodo del 2012, è leggermente migliorato in Piemonte (da +0,48% a +0,50%), in Lombardia (da +0,52% a +0,56%), in Friuli Venezia Giulia (da +0,30% a +0,31%). Miglioramenti un po' più consistenti si sono registrati in Trentino Alto Adige (da +0,57% a +0,72%), in Umbria (da +0,58% a +0,69%) e in Basilicata (da +0,45% a +0,58%).

Stallo in Liguria (sempre +0,44%), crolli invece in Veneto (da +0,40% a +0,02%), Emilia Romagna (da +0,55% a +0,39%), Toscana (da +0,62% a +0,58%), Marche (da +0,58% a +0,48%), Lazio (da +0,76% a +0,67%), Abruzzo (da +0,59% a +0,37%), Molise (da 0,66% a +0,54%), Campania (da +0,19% a +0,07%), Puglia (da +0,68% a +0,46%), Calabria (da +0,72% a +0,58%), Sicilia (da +0,46% a +0,40%) e Sardegna (da +0,50% a +0,38%).

Colpisce in particolare il dato del Veneto, il cui tasso di crescita, come abbiamo visto, è sceso allo 0,02% avendo registrato solo 7.352 iscrizioni a fronte di ben 7.239 cessazioni. Ha fatto un po' meglio la Campania, regione con tassi solitamente molto bassi, ma che rispetto al Veneto in questi ultimi tre mesi ha registrato 9.109 nuove aziende e 8.717 fallimenti (+392), comunque peggio rispetto all'anno scorso.

Imprese: +72,5% di concordati aperti nel 2013 rispetto al 2012


Come abbiamo detto all'inizio del post, rispetto al 2012 nel primo semestre c'è stato un aumento del numero di fallimenti aperti del 5,9%, ma il dato più impressionante arriva dai concordati preventivi aperti, ossia i procedimento che servono per accordarsi con i creditori per evitare il fallimento e cercare di superare la crisi. Sono un segnale delle profonde difficoltà in cui si trovano gli imprenditori italiani. Ebbene, rispetto al primo semestre del 2012, tra gennaio e giugno 2013 ci sono stati il 72,5% in più di concordati. Solo in Basilicata e in Valle d'Aosta non ci sono differenze e solo in Trentino Alto Adige e Liguria c'è stata una diminuzione, in tutte le altre regioni l'aumento è notevole: si va dal +33,3% della Campagnia al +213,3% del Piemonte, passando per il +145,6% dell'Emilia Romagna, il +166,7% del Molise, il +213,3% della Puglia.

Per quanto riguarda le procedure fallimentari aperte, sono diminuite in Abruzzo (-18,4%), Friuli Venezia Giulia (-11,6%), Liguria (-17,6%), Marche (-10,6%), Molise (-7,1%), Puglia (-4,2%), Sardegna (-10,3%), Umbria (-38,9%), Valle d'Aosta (-83,3%). Sono invece aumentate in Basilicata (+13,8%), Calabria (31,0%), Campania (+0,6%), Emilia Romagna (+17,9%), Lazio (+5,5%), Lombardia (+7,5%), Sicilia (+21,0%), Toscana (+33,8%), Trentino Alto Adige (+26,9%), Veneto (+10,2%). Resta invariato il numero di procedure aperte in Piemonte (444 come l'anno scorso).

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