Sigarette elettroniche: arriva la tassa sulla nicotina?

L'Anafe: si sta prendendo in considerazione l’ipotesi di una tassazione fissa di 2 centesimi per ogni milligrammo di nicotina contenuto.

Per le sigarette elettroniche il governo starebbe prendendo in considerazione l’ipotesi di una tassazione fissa di 2 centesimi per ogni milligrammo di nicotina contenuto (e consumato).

A renderlo noto è stato il portavoce dell'Anafe (Associazione nazionale fumo elettronico) Franco Spicciariello:

"sulla base dei contatti avuti con i ministeri competenti questo sembrerebbe l'orientamento prevalente".

Il rischio per l’Anafe è quello di agevolare la nascita di un vero e proprio mercato di contrabbando versione 2.0. Secondo uno studio dell’Istituto Bruno Leoni:

"l'aumento delle accise sul tabacco non fa altro che stimolare la domanda di sigarette di contrabbando".

L’Istituto analizza tre scenari: lo status quo, l'equiparazione fiscale e un caso intermedio, cioè accise proporzionali alla quantità di nicotina. Nel primo caso la diffusione del fumo elettronico, senza balzello, può portare a:

"un aumento delle entrate Iva, una riduzione della spesa sanitaria e un aumento della speranza di vita".

Nel secondo caso, che equipara la tassazione tra le normali bionde e le sigarette elettroniche, il mercato:


"si sposterebbe dai nuovi punti vendita ai tabaccai a causa della monopolizzazione del prodotto. E ancora: diminuirebbero i consumi legali e aumenterebbe il contrabbando. Infine si sposterebbe la domanda dalle e-cig con nicotina a quelle senza, che non sarebbero tassate".

E siamo al terzo scenario, la tassazione applicata solo ai flaconcini di nicotina:

“le sigarette elettroniche senza nicotina continuerebbero a essere vendute senza accise, quelle con poca nicotina continuerebbero a costare di meno, e quelle con un contenuto di nicotina paragonabile a quello delle sigarette inizierebbero a costare come le sigarette normali".

Alla presentazione dello studio ieri a Roma c'era anche la vice presidente della XII Commissione Igiene e sanità del Senato, senatrice Maria Rizzotti, la quale ha spiegato come la super tassa del 58,5% sulle e-cig che dovrebbe entrare in vigore dal primo gennaio 2014:


"andrebbe applicata solo ai liquidi e non agli apparecchi. La tassa del 58,5% sposterebbe i consumi sul mercato illegale impedendo così di raggiungere gli obiettivi di gettito prefissati. E' inoltre paradossale che un decreto che mira a tutelare l'occupazione vada a discapito della crescita occupazionale".

Gli fa eco Ignazio Abrignani, vice presidente della X Commissione Attività produttive, commercio e turismo della Camera:

"Un mercato che offre nuovi posti di lavoro e un po' di respiro alla nostra economia malata va tutelato e guardato in maniera molto più rispettosa".

Il mercato della sigaretta elettronica ha oggi in Italia 1.500 punti vendita che entro la fine del 2013 potrebbero arrivare a 4.000, per un fatturato che nel 2012 ha raggiunto i 350 milioni di euro. Il settore, tra strutture commerciali e produzione diretta, dà lavoro a 4mila persone.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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