Detroit in fallimento: richiesta la bancarotta

Il commissario straordinario di Detroit ha presentato richiesta al giudice federale di accedere al Chapter 9 che regola la bancarotta. Ascesa e declino della capitale Usa dell'auto.

    Update 20 luglio 2013 - Secondo il giudice Rosemarie Aquilino la legge statale che ha permesso al governatore del Michigan di avviare la procedura di fallimento per la città di Detroit viola la costituzione dello Stato, perché va contro i diritti dei cittadini nelle loro rivendicazioni economiche nei confronti dell’amministrazione della città. La vicenda si complica dunque, vedremo come andrà a finire.

Detroit è in bancarotta, sull’orlo della dichiarazione di fallimento. La principale città americana dello Stato del Michigan, capitale dell'industria automobilistica statunitense, ha debiti per 380 milioni di dollari, cifra che con i bond municipali da ripagare potrebbe raggiungere i 20miliardi di dollari, con un rischio di insolvenza altissimo.

A marzo Kevyn Orr, esperto di procedura fallimentare, era stato chiamato dall’amministrazione del capoluogo della contea di Wayne per studiare gli effetti della caduta, per alleggerirne la portata. E se Wall Street aveva ormai da tempo assorbito la notizia, non da poco considerando che si tratterebbe della più grande città statunitense ad aver mai presentato istanza di fallimento, ora i timori più immediati si addensano sul pagamento dei bond, degli stipendi e delle pensioni dei dipendenti.

Il governatore del Michigan Rick Snyder ha assicurato che tutto sarò pagato ma non c’è nessun obbligo di legge, né le norme prevedono si possano denunciare la città e i suoi amministratori per questo. Alle viste la (s)vendita di beni pubblici, licenziamenti di massa di lavoratori e impiegati municipali, un aumento delle tasse e un ridimensionamento dei servizi di base: tutte le possibilità sono prese in considerazione.

Il boom industriale ed economico di Detroit inizia nel 1950 con l’arrivo di quasi due milioni di lavoratori attirati dal settore auto in forte espansione: la città - sede delle tre grandi industrie automobilistiche Usa General motors, Ford e Chrysler - arriva a una popolazione di quasi 3 milioni di abitanti con i sobborghi. Tutto va però in crisi già negli anni ’70 sotto la pressione della concorrenza giapponese. Detroit continua a puntare solo su un comparto, sostanzialmente insensibile ai mercati esteri, segnando così l’inizio del suo declino, visibile anche nel progressivo spopolamento di una città in cui oggi vivono poco più di 700mila abitanti.

Il commissario straordinario di Detroit, Kevyn Orr ha presentato richiesta al giudice federale di accedere al Chapter 9 che regola la bancarotta delle municipalità per ristrutturare i propri debiti. Strada obbligata dopo la dichiarazione dello stato di insolvenza della città. Se la richiesta di fallimento non sarà approvata il commissario straordinario non potrà di liquidare gli asset né ripagare i creditori e a quel punto migliaia di dipendenti municipali rischierebbero davvero il licenziamento.

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