Standard & Poor's taglia il rating a 18 banche italiane e avverte: "Nessuna ripresa nel 2014"

Secondo l'agenzia statunitense il Pil italiano scenderà dell'1,9% nel 2013.

Secondo Standard & Poor's, agenzia di rating americana, le banche italiane operano in un contesto con alti rischi e sono esposte a una recessione che si sta dimostrando più profonda di quanto si prevedesse e inoltre devono fronteggiare rischi industriali che son aumentati per i costi più alti del funding rispetto agli altri mercati dell'Eurozona.

Per questo S&P ha tagliato il rating di ben 18 banche, tra di esse ci sono:
- Unione di Banche Italiane (Ubi) che scande a BBB-
- Credito Emiliano (Credem) BBB-
- FGA Capital BB+
- Iccrea Holding BB+
- MedioCredito Centrale BB+
- Banca Popolare di Vicenza BB
- Veneto Banca BB
- Banca Popolare di Milano BB
- Banca Popolare dell’Emilia Romagna BB
- Banco Popolare Società Cooperativa BB
- Unipol Banca BB-
- Agos Ducato BB-

Non viene tagliato invece il rating, ma viene rimosso il creditwatch negativo per Intesa SanPaolo, Unicredit, Istituto per il Credito Sportivo, Banca Fideuram, Mediobanca, Banca Popolare dell'Alto Adige, Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane. Restano sotto osservazione Banca Carige e Dexia Crediop. Su tutto il settore l'outlook è comunque negativo secondo le valutazione dell'agenzia americana.

Secondo Standard & Poor's il Pil italiano nel 2013 scenderà dell'1,9% e segnerà dunque un calo in termini reali del 9% in sei anni. Di conseguenza è previsto una diminuzione degli investimenti del 25% e un prodotto pro-capite inferiore ai livelli del 2007. Per questo motivo non ci si può aspettare che questa tendenza negativa possa essere invertita nel 2014 e dunque non ci sarà quella ripresa che era stata ipotizzata per l'anno prossimo.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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