Marchionne: "Le condizioni industriali italiane rimangono impossibili"

Sergio Marchionne parla del futuro della Fiat durante una conference call sul mercato europeo dell'auto e Antonio Di Pietro gli si scaglia contro.

L’amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne parla chiaro, scatenando reazioni più o meno comprensibili da una parte all'altra del mondo politico e sindacale:

Le condizioni industriali in Italia rimangono impossibili. Mi aspetto condizioni di mercato simili. Fino al 2015 non ci saranno cambiamenti.

Il Marchionne-pensiero è arrivato oggi nel corso della conference call di Fiat sul mercato europeo dell'auto, quando l'ad ha precisato che l'azienda potrebbe produrre nuovi modelli Alfa Romeo, ma all'estero, non in Italia.

Abbiamo le alternative necessarie per realizzare le Alfa ovunque nel mondo, siamo una compagnia globale.

Marchionne è tornato a parlare pubblicamente anche della recente sentenza della Corte Costituzionale che ha dato ragione alla Fiom. A questo proposito l'ad ha dichiarato:

Abbiamo chiesto con urgenza al Governo italiano di varare delle misure che rimedino a questo vuoto ma per ora non vediamo niente. Se le condizioni in Italia restano come quelle attuali, é impossibile gestire bene le relazioni industriali e quindi, anche se ci impegnassimo sugli investimenti, sarebbe un impegno vuoto. Stiamo ancora cercando di capire le implicazioni dell'ultima sentenza per le nostre attività in Italia, stiamo organizzando un incontro con il sindacato che é al centro di questo contenzioso. Vedremo il risultato.

In ogni caso, precisa Marchionne,

Fiat resta aperta a cercare soluzioni che possano garantire l'operatività delle attività in questione. Non abbiamo pregiudizi ma siamo fortemente determinati a trovare una soluzione duratura nel tempo.

Il primo a tuonare in seguito alle dichiarazioni di Marchionne è stato Antonio Di Pietro, presidente onorario dell'Italia dei Valori, che come al solito non le manda a dire:

Il signor Marchionne ci fa sapere che le condizioni industriali in Italia sono impossibili? Abbia il buon gusto di tacere! Avrebbe dovuto pensarci prima, invece ha preferito intascare i soldi che lo Stato ha versato, in tutti questi anni, nelle casse della Fiat. Il risultato delle sue politiche ha prodotto solo danni agli italiani e all'economia del nostro Paese: sono tantissimi gli operai del Lingotto che adesso stanno per strada o in cassa integrazione, in seguito alla chiusura di diversi stabilimenti, visto che il signor Marchionne ha preferito trasferire la produzione all'Estero.

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