Parte oggi il Redditometro: ecco come funziona la caccia agli evasori

Il nuovo redditometro dovrà contribuire a far incassare all’Agenzia delle entrate quei 12 miliardi di euro che sono l’obiettivo del piano contro l’evasione fiscale lanciato ieri.

Terminato il periodo di rodaggio, iniziato qualche settimana fa, è pronto oggi per essere "acceso" il nuovo redditometro, lo strumento che dovrebbe consentire all'Agenzia delle Entrate di scoprire gli evasori fiscali. Uno strumento che prima ancora di entrare in vigore è stato oggetto di violente polemiche (tanto da essere stato modificato e limato rispetto alle previsioni iniziali) e di accuse di violazione della privacy (ma una recente sentenza del Tribunale di Napoli gli ha dato il via libera).

In queste settimane di rodaggio, l'Agenzia delle Entrate ha messo a punto le connessioni con ben 128 banche dati che, all'avvio del redditometro, contribuiranno a incrociare le informazioni e a sfornare una prima lista di possibili evasori fiscali – laddove si dovesse verificare uno scostamento di oltre il 20% tra spese e reddito, a partire dal 2009 – che potrebbero essere chiamati a rispondere già dai primi di settembre. Si calcola che, una volta a regime, il redditometro porterà a 35.000 controlli l'anno, con un recupero stimato attorno ai 12 miliardi di euro.

Gli ispettori del fisco avranno comunque il dovere di verificare il reddito familiare complessivo prima di convocare il contribuente. Se nel contraddittorio iniziale il contribuente non fornirà spiegazioni convincenti, il fisco potrà contestare anche le spese presunte, oltre a quelle accertate, e aprire l'accertamento formale.

Il Redditometro parte dalle spese certe


La circolare dell’Agenzia delle entrate che spiega come funzionerà il nuovo redditometro precisa che lo strumento anti evasione fiscale non sarà retroattivo e che rispetto alla prima formulazione - che aveva attirato non poche ed autorevoli osservazioni critiche - sarà più dolce, più soft.

Il redditometro - che valuterà la compatibilità tra spese sostenute e reddito dichiarato - dovrà contribuire a far incassare all’Agenzia delle entrate (entro la fine dell’anno) quei 12 miliardi di euro che sono l’obiettivo del piano contro l’evasione lanciato ieri dal capo degli 007 tributari Attilio Befera.

Sotto la lente d’ingrandimento non ci sono solo quei contribuenti con dichiarazioni dei redditi incongruenti rispetto al tenore di vita che hanno. Nel mirino degli ispettori del Fisco anche le grandi imprese, gli autonomi e i beneficiari di bonus e agevolazioni fiscali.

Come funziona il redditometro e chi sono i soggetti a rischio controlli? Il redditometro 2.0 tollera uno scostamento del 20% rispetto al dichiarato e precede un "doppio contraddittorio" con il contribuente in odor di evasione, il quale dovrà dimostrare che le spese sostenute nell'anno sono state finanziate con redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ancora con redditi esclusi del tutto legalmente dalla formazione della base imponibile. Solo se amministrazione e contribuente non riescono a trovare un accordo dopo il doppio contraddittorio l'ufficio emetterà l'avviso di accertamento.

Nella circolare diffusa ieri sera dalle Entrate si legge che lo strumento anti evasori si applica agli accertamenti a partire dall'anno d'imposta 2009, cioè per i redditi dichiarati con il modello Unico 2010 o con il modello 730/2010. Per gli anni precedenti vale il vecchio metodo.

Si parte dalle spese conosciute, certe - Per offrire maggiori garanzie al cittadino contribuente, dopo le polemiche sorte con la pubblicazione del decreto attuativo sull'utilizzo delle medie Istat nel calcolo complessivo dell'effettiva capacità di spesa, l'agenzia conferma: le medie Istat saranno utilizzate in un secondo momento. I controlli riguarderanno in questa fase di debutto dello strumento solo le spese già conosciute e che saranno prese in esame già nella fase di selezione.

Vediamo quali sono queste voci di spesa:

    - Quelle certe sostenute direttamente dal contribuente o dal familiare fiscalmente a carico risultanti dall'Anagrafe tributaria o indicate dal contribuente nelle dichiarazione dei redditi.
    
- Le spese per elementi certi, ottenute applicando ai valori presenti in Anagrafe tributaria o disponibili (come potenza delle auto, lunghezza delle barche) altri parametri dedotti ad esempio da analisi degli operatori appartenenti ai settori economici.
    - La quota relativa agli incrementi patrimoniali.

    - La quota del risparmio accumulato nell'anno.

La circolare dell’Agenzia spiega che:


La prima garanzia della corretta ed efficace applicazione del nuovo strumento di accertamento è costituita da un'attenta attività di analisi che porta all'individuazione delle posizioni a maggior rischio evasione.

A essere passate al setaccio insomma solo le posizioni che presentano scostamenti significativi tra reddito dichiarato e capacità di spesa, evitando controlli su situazioni di marginalità economica e categorie di contribuenti che in modo legittimo non dichiarano in tutto o in parte i redditi conseguiti.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • +1
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: