Estate 2013, Federalberghi vede la fine della crisi

+0,9% di italiani in vacanza tra giugno e settembre: Federalberghi vede una flebile luce in fondo al tunnel della crisi

Nel pieno della stagione estiva, giusto poco prima del boom ferragostano, i dati snocciolati da Federalberghi indicano una leggera ripresa per il settore turistico in Italia: secondo l'associazione degli albergatori infatti aumenteranno gli italiani che andranno in vacanza nell'estate 2013, il 45,1%, rispetto al 44,7% dell'anno scorso.

Quasi un punto percentuale in più dunque: gli italiani, nel 2013, scacceranno i fantasmi della crisi con un po' di vacanze, un dato che fa ben sperare Federalberghi che, negli ultimi anni, ha lamentato cali costanti dell'affluenza turistica nelle strutture ricettive dello Stivale.

L'indagine, effettuata con il supporto tecnico dell’Istituto Acs Marketing Solutions dal 24 al 30 luglio, mostrerebbe dunque un leggero incremento nel settore turistico, mostrando come 27 milioni di italiani abbiano già fatto, o si apprestino a fare le vacanze tra giugno e settembre.

Anche gli stranieri, sostiene l'associazione di categoria, aumenteranno: +3% i turisti che, da ogni parte del mondo, visiteranno l'Italia tra giugno e settembre. La durata media delle vacanze, per chi deciderà di farle (la maggioranza degli italiani non si muoverà da casa se non, classicamente, a cavallo di Ferragosto), è di 11 notti (proprio come nel 2012) e l'87% dei vacanzieri tricolore sceglierà l'Italia come meta di riposo (il 77% del 2012).

La spesa pro-capite calcolata da Federalberghi sarà di 723 euro, per un giro d'affari che si attesta a 14,9 miliardi (in calo rispetto ai 15,3 miliardi del 2012, -3%) frutto di una spesa complessivamente inferiore degli italiani che resteranno in suolo patrio.

Sono invece oltre 30 milioni gli italiani che non si muoveranno da casa: sopratutto motivi economici, ma il 20,4% dichiara motivi di salute, il 10,7% motivi famigliari, il 7,5% motivi di lavoro e l'8,3% farà vacanze in un altro periodo.

"Non possiamo gridare al miracolo: si tratta di un modesto rialzo rispetto ai dati del 2012, quando ci fu un calo del 19%. Ma è con enfasi che possiamo dire come il turismo italiano suoni un campanello prima di tanti altri settori produttivi, ben più considerati e incentivati del nostro, attirando l'attenzione dei sistemi economici mondiali sul fatto che l'Italia turistica potrebbe rappresentare il segnale di ripresa che il mondo intero va attendendo."

Ha commentato Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi.

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