La crisi allarga la forbice tra gli italiani

La crisi allarga la forbice tra gli italianiLe ultime cifre sul lavoro diffuse venerdì dall’Istat parlano da sole: la disoccupazione nel secondo trimestre di quest’anno è lievemente calata (dall’8,3% al 7,8%) ma il divario nordsud non cambia.

Se si guardano i dati sui giovani e in particolare le «giovani donne» (44% senza lavoro) c’è un vero abisso. Se si eccettuano Abruzzo, Molise e Basilicata tutte le altre aree meridionali sono ferme. La Calabria perde lo 0,1%, la Campania fa +0,1%, la Puglia +0,3%, Sicilia e Sardegna al palo.

Crescita zero per entrambe quest’anno contro un 2010 nel corso del quale hanno segnato rispettivamente un +0,1% e un +1,3%. Tutto questo ha ovviamente un’immediata ripercussione sull’occupazione e sul reddito pro-capite del Meridione.

In base a valutazioni Svimez nel 2010 il Pil nel Mezzogiorno è aumentato dello 0,2%, in decisa controtendenza rispetto al -4,5% del 2009, ma distante di un punto e mezzo percentuale dalla performance del Centro-Nord (+1,7%). Non va meglio nel medio periodo: negli ultimi dieci anni, dal 2001 al 2010, il Sud ha segnato una media annua negativa (-0,3%) decisamente distante dal +3,5% del Centro-Nord. Segno che il divario non è di oggi ma è di fatto strutturale e dura nel tempo.

In termini di Pil pro capite il Mezzogiorno non arriva al 60% del valore del Centro Nord. In valori assoluti, a livello nazionale, il Pil è stato di 25.583 euro (29.869 euro nel CentroNord, 17.466 nel Mezzogiorno), con un picco in Lombardia, la regione più ricca con 32.222 euro, e un minino assoluto in Campania, la regione più povera di tutte, ultima a quota 16.372 euro.

Via LaStampa.

  • shares
  • +1
  • Mail