Norme su accertamento, Federcontribuenti sommersa da richieste

Nuove norme su accertamento esecutivo, Federcontribuenti sommersa da richieste assistenzaSono tantissime le telefonate cariche di disperazione che dal primo ottobre stiamo ricevendo da parte di tantissimi piccoli imprenditori e partite IVA che rischiano di vedersi gettati sul lastrico.

A lanciare l'allarme è la Federcontribuenti Veneto che denuncia quel che dall'inizio del mese sta avvenendo a tutti quei contribuenti che nonostante abbiano presentato ricorso contro la cartella esattoriale a loro pervenuta, dovranno pagare entro il sessantesimo giorno dalla data della notifica, pena, dopo solo 30 giorni dalla scadenza, subire la riscossione mediante il pignoramento dei loro beni.

A nulla è valsa la precisazione di Equitalia contro i falsi «allarmismi». Scrive Equitalia in una nota: "Non è vero, come è stato detto, che Equitalia può pignorare la casa al 61° giorno dalla notifica dell'accertamento da parte dell'agenzia dell'Entrate, ma devono trascorrere, per legge, almeno 9 mesi prima che si possa avviare qualsiasi procedura in tal senso. Il contribuente ha 60 giorni per fare ricorso o per pagare e, trascorsi altri 30 giorni dalla scadenza, il recupero delle somme è affidato a Equitalia. Da questo momento per 180 giorni è sospesa ogni azione esecutiva. A conti fatti, quindi, passano 270 giorni".

Fino al 1 ottobre una volta notificato l'accertamento al contribuente, questi poteva ricorrere contro di esso in commissione tributaria e ottenere nel frattempo la sospensione dei pagamenti. "Quel che fa più rabbia è che non si tratta di evasori cronici, ma nella maggior parte dei casi di persone oneste cadute in miseria, causa la crisi economica e che legittimamente si aspetterebbero un aiuto da parte dello Stato e non il colpo di grazia definitivo alle loro speranze di risollevarsi, come invece ha deciso di fare questo Governo".

Via Federconsumatori.

  • shares
  • +1
  • Mail