Scatta il 15esimo censimento della popolazione

Scatta il 15esimo censimento della popolazione
Oggi, 9 ottobre, 25 milioni di famiglie sono fotografate dal 15esimo censimento della popolazione. Un’istantanea storica che da 150 anni immortala l’Italia registrandone, decennio dopo decennio, i cambiamenti. Giovane, con una maggioranza di uomini, famiglie numerose e con tanto spazio per vivere: era cosi l’Italia nel 1861. Il primo censimento dell’Italia appena unita scattò la prima istantanea agli italiani.

Da allora, decennio dopo decennio è stato composto un puzzle di fotografie che ci racconta la nostra storia. Domani, un altro click si aggiunge al quadro e a marzo 2012, quando verranno diffusi i primi dati, si saprà quanto è cambiato il paese.

Il censimento è un rito collettivo che celebra le diversità nell’unità le informazioni che l’operazione censuaria ci restituirà rappresentano un patrimonio insostituibile non solo per chi ha la responsabilità di stabilire strategie di sviluppo e assumere decisioni nell’interesse del Paese, ma anche per le imprese che vogliono programmare e pianificare attività e progetti, offrire servizi, e per i cittadini, per monitorare politiche e interventi sul territorio. Per questo motivo il censimento è un dovere civico, ma anche un importante contributo alla conoscenza del nostro Paese e al suo sviluppo futuro”.

A partire da oggi, dunque, si può compilare il questionario scegliendo fra tre modalità di riconsegna. E’ possibile, infatti, compilarlo via Internet, utilizzando la password stampata sulla prima pagina del questionario recapitato a casa.

Chi invece non ha accesso al web, può restituire i questionari compilati presso gli uffici postali e i centri comunali di raccolta, senza alcun costo e ricevendo una ricevuta.

Qualunque sia la modalità di riconsegna scelta, le famiglie che risiedono nei Comuni con meno di 20mila abitanti possono restituire il questionario compilato entro il 31 dicembre 2011, quelle residenti in Comuni con popolazione compresa fra 20mila e 150mila abitanti entro il 31 gennaio 2012, infine le famiglie residenti in Comuni con più di 150mila abitanti hanno tempo fino al 29 febbraio 2012.

Via Istat.

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