Le tasse aumentano se il governo cade

L‘aggravio in termini di tasse da pagare per ogni famiglia oscillerebbe tra i 149 e i 388 euro in più. L'analisi della Cgia.

La Cgia di Mestre mette in guardia da una possibile caduta del governo di larghe intese che costerebbe agli italiani - tra pagamento dell'IMU prima casa, aumento dell'IVA al 22% e applicazione della Tares - 7 miliardi di tasse imposte e balzelli vari in più. Il segretario dell'associazione artigiani piccole imprese Giuseppe Bortolussi commenta:


Nella malaugurata ipotesi che il premier Letta fosse costretto a rassegnare le dimissioni gli italiani subirebbero una vera e propria stangata soprattutto nell'ultimo quadrimestre di quest'anno.

L‘aggravio in termini di tasse da pagare per ogni famiglia oscillerebbe tra i 149 e i 388 euro.

Spiega ancora Bortolussi:

In una fase economica così difficile e con il tasso di disoccupazione destinato a crescere ulteriormente, molte famiglie non sarebbero in grado di reggere questo choc fiscale.

Entro la fine dell’estate l’esecutivo Letta deve definire l’applicazione dell'imposta sugli immobili (dopo la sospensione della rata di giugno sulla prima casa), dell'Iva (il cui aumento dal 21 al 22% è stato rinviato da luglio a ottobre) e della nuova Tares, la tassa sui rifiuti.


Per L’IMU sulla prima casa i proprietari dovranno versare entro il 16 settembre la prima rata e a dicembre il saldo. Stessa cosa per i proprietari di terreni, fabbricati rurali e unità immobiliari appartenenti alle cooperative a proprietà indivisa adibite ad abitazione principale. Ai 4 miliardi relativi all’abitazione principale si aggiungono così altri 770,6 milioni di euro. Il governo, rinviando il pagamento della prima tranche da giugno a settembre, ha promesso di riformare complessivamente la materia sulla tassazione immobiliare entro fine agosto, con il Pdl che tuona per un’abolizione totale dell’imposta sulla prima casa.

Prospettiva non sostenibile per le casse dello Stato e che avrebbe solo un effetto regressivo secondo il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni:

“il beneficio aumenterebbe al crescere del reddito complessivo”.

Praticamente:

“i contribuenti con redditi tra i 75mila euro e i 120mila euro risparmierebbero 455 euro e quelli con redditi superiori a 120mila euro 629 euro. Al contrario, il beneficio per i contribuenti più poveri sarebbe sensibilmente inferiore: per i contribuenti con reddito fino a 10mila euro il risparmio sarebbe di soli 187 euro”.

L’aumento dell’aliquota ordinaria Iva al 22% invece solo negli ultimi tre mesi del 2013 costerà agli italiani un miliardo di euro in più. La nuova Tares secondo i calcoli della Cgia darà un maggior gettito fiscale rispetto al 2012, di 1,94 miliardi di euro. Un miliardo arriva dalla maggiorazione prevista dalla nuova tassa per la copertura dei servizi indivisibili dei Comuni, con i contribuenti che pagheranno 0,3 euro al metro quadrato, gli altri 943 milioni di euro sono stati stimati quale aggravio minimo corrispondente alla differenza tra il costo del servizio di smaltimento rifiuti e il gettito Tia-Tarsu dell’anno scorso.

Il gettito della Tares deve assicurare l’integrale copertura del costo di asporto e smaltimento dei rifiuti, la vecchia Tarsu non prevedeva quest'obbligo.

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