Distributori di benzina taroccati: dai controlli irregolari oltre il 14%

Diversi gli impianti finiti sotto sequestro, 11 i gestori denunciati per frode in commercio dopo i controlli a tappeto della guardia di finanza.

I furbetti della colonnina di carburante. La guardia di finanza ha eseguito in questi giorni accurati controlli in più di mille distributori di benzina e diesel, da un capo all’altro della Penisola: più del 14% di quelli ispezionati hanno evidenziato irregolarità, con i gestori che in un modo o nell’altro fregavano i clienti.

Come? Ad esempio mettendo acqua nel diesel o manomettendo i display. Undici titolari di pompe di benzina sono stati denunciati per frode in commercio o uso di strumenti di misura alterati, altri 68 sono stati sanzionati. 59 le colonnine e le pistole erogatrici finite sotto sequestro.

Secondo il Codancons:


è vergognoso e scandaloso che ogni volta che la Guardia di finanza effettua controlli nelle stazioni di servizio si trovano distributori di carburanti taroccati che erogano molto meno rispetto a quanto indicato sulla colonnina. La pratica illegale di barare sul quantitativo di litri immessi nel serbatoio è più diffusa di quanto si possa credere e riguarda tutta Italia. Per questo il Codacons chiede che la Guardia di Finanza prosegua nei controlli, intensificandoli, ad esempio controllando anche i gestori autostradali.

E ancora:


il fenomeno è molto più grave di quanto appaia, considerato che un decreto del 2011, il Decreto n. 32 del 18 gennaio 2011, con un autentico colpo di spugna, ha innalzato la tolleranza per i controlli metrologici casuali di addirittura il 50%, abbassando così la tutela degli automobilisti da queste frodi. Così, mentre prima dell'entrata in vigore del decreto la tolleranza era lo 0,5%, ora è salita allo 0,75%. In pratica su un pieno di 50 litri, il decreto consente di fregare al consumatore 0,375 litri contro i precedenti 0,25 litri. Uno scandalo che il Codacons chiede al governo Letta di cancellare al più presto, ritornando alla tolleranza precedente. Già abbiamo i carburanti più cari d'Europa, ma se poi paghiamo benzina che non ci viene neanche data allora si tratta di una vergognosa truffa legalizzata.


In provincia di Napoli ad esempio le Fiamme Gialle di Casalnuovo hanno prelevato campioni di carburante nei distributori della zona e dalle analisi chimiche è emersa la presenza del 15% di acqua nel gasolio che veniva erogato. L’impianto, con 12 colonnine e cisterne con 20mila litri di gasolio annacquato, è finito sotto sequestro, il titolare è stato stato denunciato. Ancora nel napoletano un altro gestore aveva manomesso le schede elettroniche dei conta litri riuscendo così a vendere in nero oltre 1.200.000 litri di carburante.

In un distributore di Palermo erano invece stati manomessi i sigilli di taratura apposti dall'Ufficio Metrico e alterati i misuratori: l'erogazione di carburante era inferiore dell'8% rispetto a quanto l’automobilista poteva visualizzare sui display. Truffa simile a Reggio Emilia dove la la benzina effettivamente erogata da un distributore era inferiore del 10% rispetto a quanto indicava il display elettronico. In entrambi i casi titolari denunciati e pompe di benzina sotto sequestro.

© Foto TMNews

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